201807.06
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Milano, 6 luglio 2018 - Una residenza per anziani può utilizzare sistemi di localizzazione e di rilevazione delle immagini esclusivamente per tutelare la salute e l’incolumità dei pazienti non autosufficienti. È la conclusione cui approda il Provvedimento n. 29 del 25 gennaio 2018 con cui il Garante della Privacy ha risposto a una richiesta di verifica preliminare, avanzata da una Fondazione che svolge attività sanitario – assistenziale per ospiti in condizione di totale non autosufficienza.

L’Autorità ha, in particolare, giudicato conforme alle disposizioni vigenti in materia di protezione dei dati personali,un sistema in grado di localizzare e all’occorrenza filmare il paziente sia pure al solo verificarsi di eventi predeterminati che possono esporlo a pericoli (alterazione dei parametri cardiaci, ingresso in specifiche aree) e previa adozione di opportuni accorgimenti, quali, a titolo esemplificativo:

  • Il dispositivo di localizzazione dev’essere applicato con “le modalità che risultino più accettabili da parte di ciascun paziente, anche con riferimento alla sua collocazione (polso o cavigliera)”;
  • Dev’esserci una valutazione periodica sulla necessità o meno di applicare i dispositivi ai pazienti;
  • L’informativa dev’essere fornita al paziente “secondo le sue possibilità di comprensione e discernimento”;
  • Almeno settimanalmente dev’essere verificato il funzionamento del dispositivo.

 

Questo approfondimento rientra nel progetto WePeA per il Disability Pride Day 2018: https://www.pavia-ansaldo.it/wepea-per-il-disability-pride-day-15-luglio-

 

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