201807.10
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Roma, 10 luglio 2018 - La legislazione italiana è stata sempre sensibile in materia di disabilità e spesso in anticipo con la legislazione europea e le convenzioni internazionali in materia. La Carta Costituzionale (artt. 2, 3, 30, 32 e 38) già riconosceva una serie di diritti agli “inabili” (solidarietà ed uguaglianza, assolvimento dei compiti genitoriali, tutela della salute, mantenimento ed assistenza sociale, educazione ed avviamento professionale).

Nel 1968, con la legge 482 viene emanata la prima legge organica sul collocamento obbligatorio dei disabili.

La legge 104/1992, “Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, ha costituito uno step fondamentale nella legislazione relativa alla tutela della disabilità assicurando e rendendo effettivo il sostegno al disabile da parte dei propri familiari lavoratori.

Nel 1999 viene emanata la legge n. 68 (legge poi pienamente attuata dal successivo DPR n. 333/2000) con la quale si riforma e rende organica la legge sul collocamento obbligatorio.

La direttiva europea Direttiva n. 78/2000/CE del 27 novembre 2000 viene recepita con il D.Lgs n. 216/2003 sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro che introduce la tutela del lavoratore disabile avverso discriminazione nel luogo di lavoro.

La citata legislazione ha di fatto con grande anticipo nel tempo ha fatto propri i diritti dei disabili dichiarati e tutelati successivamente dalla Convenzione ONU di New York del 13 dicembre 2006 sul diritto delle persone con disabilità: convenzione ONU che viene, comunque, ratificata ed eseguita con la Legge del 3 marzo 2009 n. 18.

Da ultimo nel 2016 è stata emanata la legge n. 112, cd. “Del dopo di noi” in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare che assicura al disabile la piena inclusione sociale e la propria autonomia, in attuazione dei principi stabiliti dagli articoli 2, 3, 30, 32 e 38 della Costituzione, dagli articoli 24 e 26 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dagli articoli 3 e 19 della citata Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 2006.

Questo approfondimento rientra nel progetto WePeA per il Disability Pride Day 2018https://www.pavia-ansaldo.it/wepea-per-il-disability-pride-day-15-luglio-

 

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