201807.13
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Roma, 13 luglio 2018 - La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 14500 del 6 giugno 2018 è intervenuta in una vicenda giudiziaria che ha visto contrapposti un condominio ed i titolari di una servitù di passaggio pedonale e carrabile sulla strada di proprietà del condominio medesimo, poiché secondo i ricorrenti la costruzione di un ascensore esterno in adiacenza dell’edificio condominiale avrebbe determinato una riduzione dell’esercizio della servitù in violazione dell’art. 1067 C.c..

La Suprema Corte, con la pronuncia in questione ha rigettato la domanda giudiziale dei ricorrenti, ritendo non sussistente alcun vulnus al diritto di servitù nei termini di cui all’art. 1067 C.c. per un duplice ordine di ragioni.

La Corte ha anzitutto rammentato come l’esecuzione di opere o la modifica dello stato dei luoghi dove insiste una servitù consistente in una mera riduzione dello spazio disponibile, con conservazione di dimensioni comunque sufficiente per il passaggio di persone o veicoli, risulti conforme a quanto previsto dall’art. 1067 C.c., non determinandosi un’apprezzabile diminuzione dell’esercizio della servitù (Cass. Civ., Sez. II, 03/11/1998, n. 10990).

La Corte ha inoltre richiamato la declaratoria di illegittimità costituzionale dell’art. 1052 C.c. di cui alla sentenza n. 167 del 10/05/1999 della Corte Costituzionale, secondo cui la citata disposizione sarebbe costituzionalmente illegittima nella parte in cui non prevede che l’autorità giudiziaria possa concedere il passaggio coattivo nel caso in cui la domanda di costituzione coattiva della servitù risponda ad esigenze di accessibilità negli edifici destinati ad uso abitativo da parte dei portatori di handicap.

La giurisprudenza di legittimità, facendo leva sulla sopra citata pronuncia della Consulta, ha da tempo adottato una lettura costituzionalmente orientata dell’istituto della servitù di passaggio, secondo cui la meritevolezza di un intervento innovativo consistente nell’installazione di un ascensore allo scopo di eliminare le barriere architettoniche deve essere valutata in termini di idoneità dell’intervento, anche solo ad attenuare le condizioni di disagio nella fruizione del bene primario costituzionalmente tutelato dell’abitazione (Cass. Civ., Sez. VI-2, 09/03/2017, n. 6129).

 

Questo approfondimento rientra nel progetto WePeA per il Disability Pride Day 2018https://www.pavia-ansaldo.it/wepea-per-il-disability-pride-day-15-luglio-

 

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