201807.02
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Milano, 2 luglio 2018Bullismo e cyberbullismo sono fenomeni le cui conseguenze sono sempre più rilevanti, a scuola come fuori dalla aule; il bullismo, in quanto mira a colpire i punti deboli e le fragilità, ridicolizzandole e facendone oggetto di scherno, non prescinde purtroppo problemi fisici o disabilità, anzi, spesso esiste tra bullismo e disabilità una stretta connessione.

Lo scorso 7 febbraio si è tenuto la seconda giornata contro il bullismo e il cyberbullismo a integrazione del piano nazionale dettato dal Miur. Anche nel 2018 questo evento ha seguito il Safer Internet Day (SID) giorno dedicato invece alla sicurezza sulla rete in generale. Il legame tra queste due tematiche è molto intenso: se infatti, fino a qualche tempo fa, i bulli agivano solo “fisicamente” ora il problema ha preso una piega diversa, spostando il piano d’attacco anche sul web, perciò è importante prendere le giuste precauzioni e fare un uso consapevole degli strumenti informatici.

La tutela dei soggetti ‘deboli’ in rete ha forti cointeressenze con la normativa privacy:

  • la legge 71 del 2017 ("Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo") ha riconosciuto all’Autorità Garante della Privacy il compito di gestire atti di cyberbullismo, attribuendo ai minori il diritto di l'oscuramento o la rimozione di contenuti offensivi senza dover informare i propri genitori. La richiesta va inoltrata al gestore del sito o al titolare del trattamento e, solo se necessario (questa volta a mezzo dei genitori) al Garante appunto, che interverrà entro 48 ore;
  • l’art 8 del GDPR impone invece che chi si rivolge direttamente a una persona per offrire un servizio della società dell’informazione, e ne richiede il consenso informato per poter legittimamente trattare i suoi dati personali, abbia l’onere di accertarsi che l’interessato sia in grado di prestare validamente tale consenso. A questo scopo fissa in sedici anni l’età necessaria affinché tale consenso sia valido ai fini della legittimità dei trattamenti, salvo diversa decisione nazionale che, comunque, non può spostare la soglia sotti  i tredici anni. La Commissione Finocchiaro, nello schema presentato al Parlamento per l’attuazione della delega relativa all’adeguamento della legge italiana al GDPR, ha suggerito di fissare in 14 anni l’età minima per l’accesso a tali servizi nei casi previsti dall’art.8 GDPR

Questo approfondimento rientra nel progetto WePeA per il Disability Pride Day 2018: https://www.pavia-ansaldo.it/wepea-per-il-disability-pride-day-15-luglio-

 

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