201805.22
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Milano, 22 maggio 2018 - La Corte di Cassazione con la sentenza n. 9101 del 12 aprile 2018 ha ribadito un principio essenziale in tema di superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, ricordando che la l. 9 gennaio 1989, n. 13, che disciplina tale materia, costituisce espressione di un principio di solidarietà sociale e persegue finalità di carattere pubblicistico, volte a favorire l’accessibilità agli edifici nell’interesse generale. Con tale pronuncia la Suprema Corte ha confermato che l’installazione di un ascensore su un’area comune allo scopo di eliminare barriere architettoniche rientra fra le opere di cui alla l. 30 marzo 1971, n. 118, art. 27, comma 1, ed al d.p.r. 27 aprile 1978. n. 384, art. 1, comma 1 (normativa in favore dei mutilati ed invalidi civili in materia di barriere architettoniche e trasporti pubblici), pertanto si deve tenere conto del principio di solidarietà condominiale, che implica il contemperamento di vari interessi, tra i quali deve includersi anche quello delle persone disabili all’eliminazione delle barriere architettoniche, trattandosi infatti di un diritto fondamentale che prescinde dall’effettiva utilizzazione, da parte di tali soggetti, degli edifici interessati e che conferisce comunque legittimità all’intervento innovativo, purchè lo stesso sia idoneo, anche se non ad eliminare completamente, quantomeno ad attenuare sensibilmente le condizioni di disagio nella fruizione del bene primario dell’abitazione. In tal senso si era già espressa la Suprema Corte, che aveva statuito che l’installazione di un ascensore, allo scopo dell’eliminazione delle barriere architettoniche, realizzata su parte di aree comuni, debba considerarsi indispensabile ai fini dell’accessibilità dell’edificio e della reale abitabilità dell’appartamento, e rientra, pertanto, anche nei poteri spettanti ai singoli condomini ai sensi dell’art. 1102 cod. civ., i quali possono eseguire l’opera a proprie spese, lasciando fermo il diritto degli altri condomini a potere partecipare in qualunque tempo ai vantaggi della innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione e di manutenzione (Cass. 4 settembre 2017, n. 20713; Cass. 9 marzo 2017, n. 6129).

Questo approfondimento rientra nel progetto WePeA per il Disability Pride Day 2018: https://www.pavia-ansaldo.it/wepea-per-il-disability-pride-day-15-luglio-

 

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