201806.18
0

Roma, 18 giugno 2018 - La legislazione a supporto della persone con disabilità ha mosso un ulteriore passo in avanti grazie alla Legge n. 205 del 2017 (Legge di Bilancio 2018), la quale con il comma 254 ha istituito presso Ministero del lavoro e delle politiche sociali il “Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare” con il fine esplicito di garantire copertura finanziaria a favore degli interventi legislativi che verranno adottati in vista del riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attività di cura non professionale svolta dal c.d. caregiver familiare. La dotazione iniziale del “Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare” per gli anni 2018, 2019 e 2020 è stata fissata in 20 milioni di euro per ciascun anno.

La creazione vera e propria del “Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare”  non risulta tuttavia ancora avvenuta, poiché ad oggi non sono stati adottati né il Decreto del MEF mediante il quale apportare le occorrenti variazioni di bilancio atte a reperire le risorse per finanziare il c.d. Fondo Caregiver né la Circolare INPS con recante l’individuazione delle modalità per accedere al c.d. Fondo Caregiver.

Il tema dei caregiver nel corso della precedente Legislatura era stato oggetto di ben tre progetti di legge (il n° 2048 denominato “Misure in favore di persone che forniscono assistenza a parenti o affini anziani”; il n° 2128 denominato “Norme per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare”; il n° 2266 denominato “Legge quadro nazionale per il riconoscimento e la valorizzazione del caregiverfamiliare”).

La Legge n. 205 del 2017 (Legge di Bilancio 2018) partendo da quanto emerso nell’esame dei citati disegni di legge ha fornito una definizione di caregivergiudicata sufficientemente ampia poiché viene preso in considerazione sia il tipo di legame che deve intercorrere tra la persona con disabilità e chi fornisce assistenza sia il tipo di situazione di disabilità.

Con riferimento al primo elemento, il caregiver deve prendersi cura
(i) del coniuge,
(ii) dell'altra parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai sensi della L. n. 76 del 2016,
(iii) di un parente o di un affine entro il secondo grado, o
(iv) di un parente entro il terzo grado nei soli casi indicati dall'art. 33, comma 3, della L. n. 104 del 1992 qualora i genitori o il coniuge (o la parte dell'unione civile) della persona assistita abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Con riferimento al secondo elemento, il caregiver deve prendersi cura di una persona che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente, o sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell'art. 3, comma 3, della L. n. 104 del 1992 oppure sia titolare di un'indennità di accompagnamento ai sensi della L. n. 18 del 1980.

 

_________
DISCLAIMER
Il presente comunicato è divulgato a scopo conoscitivo per promuovere il valore dell’informazione giuridica. Non costituisce un parere e non può essere utilizzato come sostitutivo di una consulenza, né per sopperire all’assenza di assistenza legale specifica.