201801.30
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PeA Banking and Finance – Ulteriori considerazioni sul leasing finanziario: la nomina dei periti

  1. La gestione delle fasi patologiche del rapporto, successive alla risoluzione del contratto di leasing, è un aspetto cruciale della nuova normativa che ha tipizzato la locazione finanziaria (legge 4 agosto 2017, n. 124). In sintonia con i principi che governano la strategia di gestione dei crediti deteriorati (non performing loans - NPLs), la collocazione del bene sul mercato deve essere sempre preceduta da un’adeguata stima del valore del bene, nel duplice interesse dell’utilizzatore e del concedente.
  2. Per la nomina dei periti, la legge n. 124/2017 (art. 1, comma 139) ha previsto una procedura articolata nei seguenti passaggi:
    (i) in primo luogo il concedente deve verificare se il valore del bene risulta da pubbliche rilevazioni di mercato elaborate da soggetti specializzati;
    (ii) allorquando non sia possibile procedere secondo quanto previsto al precedente punto (ad esempio perché non esistono pubbliche rilevazioni per quella tipologia di bene, o perché le pubbliche rilevazioni disponibili non sono applicabili in ragione dello stato di fatto in cui si trova il bene, etc.), il perito può essere scelto dalle parti di comune accordo nei venti giorni successivi alla risoluzione del contratto di leasing;
    (iii) in caso di mancato accordo delle parti nel predetto termine, la stima deve essere effettuata da un perito indipendente scelto dal concedente in una rosa di almeno tre operatori esperti, da comunicare preventivamente all’utilizzatore. E’ prudente che tale comunicazione sia trasmessa dal concedente all’utilizzatore a mezzo PEC, o con qualsiasi altro mezzo che dia prova di avvenuta ricezione. E’ inoltre opportuno che l’anzidetta comunicazione sia accompagnata dai curricula dei tre esperti designati dal concedente, al fine di permettere all’utilizzatore una scelta consapevole. L’art. 1, comma 139, della legge n. 124/2017 si limita a precisare che un perito si considera indipendente quando non è legato al concedente da rapporti di natura personale, o di lavoro che possono compromettere l’indipendenza di giudizio. Data la delicatezza dell’incarico, che non riguarda una mera valutazione a fini interni, ma è funzionale alla dismissione del bene, è ragionevole ritenere che il perito debba essere un soggetto esterno alla banca, e non un suo dipendente;
    (iv) con riferimento ai nomi della rosa l’utilizzatore ha il diritto di esprimere la sua preferenza vincolante nei dieci giorni successivi alla ricezione della comunicazione di cui al punto (iii);
    (v) se l’utilizzatore esprime la preferenza nel suindicato termine di dieci giorni, la stima sarà effettuata dal perito della rosa preferito dall’utilizzatore;
    (vi) se l’utilizzatore non esprime alcuna preferenza nel suindicato termine di dieci giorni, il concedente potrà scegliere a quale perito della rosa affidare l’incarico.
  1. Alla luce di quanto precede, la nuova legge conferisce a banche ed intermediari finanziari il potere di dare impulso e gestire il processo di nomina dei periti, nel rispetto di tre essenziali requisiti: indipendenza, professionalità, assenza di conflitti di interessi. Poiché la legge n. 124/2017 non detta ulteriori disposizioni specifiche, può essere di ausilio – in via analogica e suppletiva – la normativa di vigilanza sulla valutazione delle garanzie immobiliari emanata dalla Banca d’Italia e dalla BCE (rif. circolare della Banca d’Italia n. 285 del 17 dicembre 2013 e successivi aggiornamenti / linee guida BCE marzo 2017 su NPLs). Mutuando alcuni principi generali dalla suddetta normativa, si evidenzia che:

ai fini del requisito d’indipendenza

  • i periti possono essere persone fisiche o soggetti costituiti in forma societaria o associativa, purché non siano coinvolti – neanche indirettamente – in alcuna attività relativa al processo di commercializzazione del credito, o ad aspetti nevralgici del processo di erogazione del credito della banca o del gruppo bancario;
  • i periti non devono avere interessi nel bene, né essere condizionati, o influenzati dal merito di credito del debitore;
  • i periti non devono essere persone collegate all’acquirente o al venditore del bene (che, nel caso dei leasing, coincide con il concedente);
  • i periti non devono percepire alcuna commissione connessa al risultato della valutazione;

ai fini del requisito di professionalità

  • i periti persone fisiche devono avere una comprovata esperienza nella valutazione di immobili di almeno 3 anni precedenti all’attribuzione dell’incarico e devono essere iscritti in un albo professionale, la cui appartenenza comporta l’idoneità ad effettuare valutazioni tecniche o economiche. Il requisito della professionalità può anche essere comprovato (in aggiunta, o in alternativa a quanto sopra previsto) dallo svolgimento di attività professionali o di insegnamento universitario di ruolo nel campo dell’ingegneria, dell’architettura o in materie strettamente attinenti alla valutazione di immobili, o dal possesso di certificazioni attestanti le necessarie competenze;
  • per i periti costituiti in forma societaria, o associativa, banche ed intermediari finanziari devono tenere conto dell’adeguatezza della struttura organizzativa di tali soggetti e dell’iscrizione in albi professionali, la cui appartenenza comporta l’idoneità a svolgere siffatte valutazioni;

relativamente ai conflitti d’interesse

  • i periti non devono trovarsi, rispetto al risultato della valutazione, in una situazione effettiva o potenziale, attuale o futura, di conflitto d’interesse. In quest’ottica si tiene anche conto di rapporti di matrimonio o di unione civile, di parentela, affinità, convivenza di fatto o altre relazioni di carattere professionale e patrimoniale tali da poter determinare un conflitto di interesse, o minare la serenità del giudizio.
  1. Allo scopo di snellire il processo di affidamento dell’incarico, banche ed intermediari finanziari possono istituire un albo di periti indipendenti accreditati, la selezione dei quali può essere ulteriormente agevolata dalla suddivisone dell’albo per tipologie di valutazioni ed aree geografiche.

  2. Inoltre, in linea con i principi di vigilanza dettati dalla normativa di settore, è opportuno che banche ed intermediari finanziari si dotino di idonee soluzioni organizzative per governare i rischi connessi con il conferimento degli incarichi. A titolo esemplificativo, tali soluzioni possono consistere nell’adozione di schemi-tipo di contratto, nella definizione del contenuto minimo degli obblighi dei periti, nell’identificazione delle misure attivabili in caso di non corretto svolgimento dell’attività da parte dei periti, nel monitoraggio periodico sull’attività dei periti e sulla sussistenza dei requisiti di accreditamento, in aggiunta agli ulteriori presidi da definire in base alle specificità dei contesti.

  3. In conclusione, per mitigare le conseguenze che potrebbero scaturire da contestazioni postume, è prudente per banche ed intermediari finanziari gestire le nomine dei periti in modo tale che le procedure di affidamento degli incarichi siano documentabili e giustificabili ex post con trasparenza.

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Il presente comunicato è divulgato a scopo conoscitivo per promuovere il valore dell’informazione giuridica. Non costituisce un parere e non può essere utilizzato come sostitutivo di una consulenza, né per sopperire all’assenza di assistenza legale specifica.