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Tassazione degli atti da registrare e limiti all’eventuale riqualificazione di una cessione di quote sociali in cessione d’azienda

 Sentenza n. 1707/2020 della Commissione Tributaria regionale del Lazio

 

Milano, 25 giugno 2020 – Con una recentissima pronuncia la Commissione tributaria regionale del Lazio ha confermato il superamento della finalità antielusiva dell’art. 20 del d.p.r. 131/1986 con riguardo alla tassazione degli atti presentati per la registrazione.

 

La Commissione tributaria regionale del Lazio con la sentenza n. 1707/20 ha chiarito che l’art. 20 rappresenta un’interpretazione autentica della disciplina della tassazione degli atti.

 

Da ciò consegue che l’imposta debba essere applicata secondo l’intrinseca natura e gli effetti giuridici dell’atto presentato alla registrazione sulla base degli elementi desumibili dall’atto medesimo, anche se non vi corrisponda il titolo e la forma apparente.

 

Tale interpretazione ha portato al superamento dell’orientamento giurisprudenziale che aveva dato valenza alla c.d. ‘causa reale’ dell’atto a prescindere dal nomen iuris e dagli effetti negoziali, al fine di sottoporre a tassazione l’operazione economica realizzata in concreto.

 

La Commissione tributaria regionale del Lazio ha ora chiarito che l’ultima novella dell’art. 20 ne ha ristretto la portata applicativa, limitando le valutazioni al singolo atto ed escludendo che la natura dell’atto possa essere individuata sulla base di elementi extratestuali.

 

Alla luce di tale interpretazione la Commissione tributaria ha annullato un atto impositivo che aveva riqualificato un atto di cessione di tutte le quote sociali di una s.r.l. in una cessione di azienda sulla sola base del fatto che era stata una cessione totalitaria di quote sociali senza ulteriori specificazioni.

 

La Commissione tributaria ha chiarito che nell’atto sottoposto ad imposizione non vi erano pattuizioni che in qualche modo potessero indurre a valutare effetti diversi dalla cessione dell’intero pacchetto delle quote societarie.

 

Tale pronuncia è di particolare rilievo, in quanto ha fornito chiarezza sui confini che l’ente impositore dovrà seguire per la qualificazione degli atti in sede di imposizione e tale chiarezza non potrà che andare anche a beneficio degli investitori.

 

Hanno prestato assistenza ad una società estera che aveva investito in Italia e che ha subito la riqualificazione dell’atto in sede di tassazione gli avvocati Mario Di Giulio e Laura Cavarretta.

 

 

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