“Con troppa insistenza e troppo a lungo, abbiamo abdicato all’eccellenza personale e ai valori della comunità per un mero accumulo di beni materiali. […] [Il PIL] mette nel conto serrature speciali per le nostre porte e le carceri per coloro che tentano di forzarle. [Il PIL] mette nel conto la distruzione delle sequoie e la perdita del nostro naturale stupore nell’espansione caotica. […] Eppure il prodotto interno lordo non misura la salute dei nostri figli, la qualità della loro istruzione o la gioia dei loro giochi”
-Robert Kennedy, “Discorso sul PIL”, Università del Kansas, 18 marzo 1968

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Nel 1968, nel discorso rivolto agli studenti dell’Università del Kansas, Robert Kennedy delineò un modo innovativo di pensare all’economia globale. Il PIL, usato storicamente come parametro perfetto del benessere nazionale è mostrato all’interno della sua limitata dimensione: in grado di cogliere le necessità materiali del genere umano, ma assolutamente incapace di esprimere quei valori che rendono la vita veramente degna di essere vissuta.
Per lungo tempo le attività commerciali e il profitto sono stati considerati come se viaggiassero su un unico binario, parallelo e senza un punto di incontro con i valori sociali e la finanza, unitamente ad essi, una scienza spinta unicamente dal ritmo del consumismo.
I tempi, tuttavia, sono cambiati. Il diffondersi di una maggiore consapevolezza nei confronti dei diritti umani e civili ha alterato la regola del mercato della domanda e dell’offerta. I clienti sono diventati più attenti riguardo gli standard di qualità dei prodotti che acquistano. Le attività commerciali inoltre, colpite negativamente dai cambiamenti climatici e dalle crisi sociali, hanno cominciato a mettere in pratica delle politiche a lungo termine risultanti dalla fusione dei fini di lucro e di fini non lucrativi.
Nell’ambito di tale contesto, il concetto di sostenibilità finanziaria muove i suoi passi nel gioco del business! Esso riguarda tutti gli investimenti utilizzati come strumento di cambiamento sociale e sviluppo sostenibile, e che scaturiscono dall’integrazione fra logica economica e impegno civile.
Linee guida utili per delle azioni finanziarie sostenibili sono rappresentate dall’Agenda 2030, un programma adottato dalle Nazioni Unite, che identifica i 17 obiettivi che la comunità internazionale si è impegnata a conseguire entro il 2030, allo scopo di porre fine alla povertà, combattere la diseguaglianza e fermare il cambiamento climatico: i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDG).
In questa prospettiva, la sostenibilità finanziaria svolge un ruolo cruciale nel sostegno alla sicurezza alimentare. La FAO ha stimato che entro il 2050, a causa del previsto incremento considerevole nella popolazione, la produzione agricola aumenterà del 70%, ma soltanto il 10% di tale cifra sarà coperto dalla disponibilità di nuovi terreni. Di conseguenza, il 90% della crescente richiesta di alimenti sarà compensata da un’intensificazione produttiva, che richiederà un sostanziale investimento responsabile a lungo termine nel settore agroalimentare e della sicurezza alimentare.



Investimenti responsabili
Le fondamenta della sostenibilità finanziaria sono costituite da investimenti responsabili. Ciò significa incanalare capitale nell’economia reale nell’attuazione di una strategia a lungo termine in grado di generare dei profitti sostenibili.
Degli investimenti responsabili integrano l’analisi dei parametri finanziari con i fattori Ambientali, Sociali e di Governance (Environmental, Social and Governance, ESG), che guidano l’intero l’approccio agli investimenti responsabili. I “fattori ambientali” riguardano tutte le decisioni in campo energetico, l’impegno contro il cambiamento climatico e l’uso di risorse naturali. I “fattori sociali” includono delle condizioni lavorative dignitose e dei buoni rapporti con la popolazione locale. Alla voce “governance” vi sono delle pratiche societarie ispirate alla trasparenza e all’uguaglianza.
Numerosi sono i benefici che spingono le società verso gli investimenti responsabili.
In primo luogo, essi contribuiscono a migliorare l’immagine e la reputazione della società. Ciò attirerà più investitori e consumatori, innalzando il livello di fiducia nei confronti delle attività commerciali della società. In particolare, la trasparenza può rivelarsi particolarmente soddisfacente se si considera che i beneficiari tendono ad essere sempre più attenti riguardo al modo in cui viene investito il loro capitale. In secondo luogo, essi assicurano alla società dei vantaggi competitivi. Al giorno d’oggi la diversificazione è un elemento chiave per avere successo. Inoltre, degli investimenti responsabili svolgono un ruolo efficace nella gestione del rischio. Prestare maggiore attenzione alle implicazioni ambientali e sociali delle loro attività aiutano le società a prevenire i problemi, mentre una valida governance societaria stimola un’attività commerciale equa.
Non tutti gli investimenti responsabili seguono lo stesso approccio. A questo riguardo l’Eurosif (European Sustainable Investment Forum) ha identificato le sette strategie di investimento responsabile più comuni: il migliore della classe, a sostegno delle società con il livello più elevato di conformità con i fattori ESG; impegno e voto, la partecipazione attiva alle decisioni di gestione della società sull’ambiente, la società e la governance; integrazione dei fattori ESG nell’analisi finanziaria; esclusione dal portafoglio degli investimenti di settori di minore livello etico come ad esempio le armi o il tabacco (si tratta della strategia più utilizzata); attività di investimento che generano impatto, ovvero investimenti che puntano a generare simultaneamente profitto e impatti ambientali e sociali positivi; selezione su base normativa a sostegno delle società con il livello più elevato di conformità con le norme e gli standard internazionali; e investimenti sostenibili, ovvero investire esclusivamente in settori specifici, come ad esempio le energie rinnovabili, le eco-efficienze o la salute.

Rating etico
Un altro argomento che rientra all’interno della sostenibilità finanziaria è il rating etico.
L’Agenzia di Rating della Sostenibilità valuta la capacità delle società nel gestire le questioni ambientali, sociali e di governance. In tale prospettiva, si ottiene un “buon rating” quando una società è conforme alle agende dell’OCSE, dell’ONU e della UE sulla sostenibilità e la governance societaria.
La procedura di valutazione prende in considerazione vari criteri. Ogni agenzia di rating può scegliere di utilizzare degli standard diversi o dare un peso diverso allo stesso parametro. Considerando le difficoltà di valutazione dei comportamenti etici, le agenzie di rating tendono a concentrarsi sulle azioni delle società che rientrano all’interno di aree specifiche, come ad esempio l’ambiente, le relazioni con la comunità, i diritti umani e il ruolo degli azionisti nelle società. Le procedure di rating possono prendere in considerazione anche la capacità delle società a reagire ad uno shock reputazionale, o di prevenirlo, ad esempio quando le società tentano di porre rimedio ai danni di un disastro ambientale o quando adottano delle misure adeguate per evitare un danno alla comunità locale.
Le agenzie di rating di solito tentano di tenere in conto un considerevole numero di fattori nell’ambito dello stesso processo di valutazione, ma attribuiscono un peso diverso a ciascuno di essi: ambiente 15%, relazione con la comunità 10 %, ecc.
Tuttavia, alcune agenzie di rating possono concentrarsi su fattori specifici, come ad esempio il rispetto dell’ambiente, e attribuiscono un punteggio più elevato alle società che mostrano una migliore sostenibilità ambientale della loro produzione.
Le società con un migliore rating etico reagiscono più velocemente ai cambiamenti del mercato legati all’introduzione di un nuovo quadro legislativo. Tali società attirano anche delle risorse umane altamente qualificate perché sono in grado di offrire delle condizioni di lavoro migliori rispetto ad altre società.
Le società che rispettano l’ambiente e utilizzano metodi produttivi a basse emissioni di carbonio traggono beneficio dai vantaggi tecnologici che contribuiscono all’aumento degli utili a lungo termine. Allo stesso tempo, delle buone condizioni lavorative e delle buone relazioni con le comunità possono essere degli ottimi indicatori della resa e della produttività a lungo termine. É per tutti questi motivi che l’etica e la sostenibilità possono rappresentare un importante fattore nel valutare l’opportunità di investire in una società.

Fonti:
https://www.unpri.org/
http://www.eurosif.org/
http://www.fao.org/
https://sustainabledevelopment.un.org/
http://www.worldbank.org/
http://finanzasostenibile.it/
http://www.standardethics.eu/

Per informazioni, contributi scritti o chiarimenti contattate il nostro partner Mario Di Giulio

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