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Regolamento (UE) 2025/2600: cosa cambia e quali effetti produce

 

Il Regolamento (UE) 2025/2600 del Consiglio, adottato il 12 dicembre 2025, introduce un nuovo approccio nelle misure restrittive dell’Unione Europea, segnando un passo significativo rispetto ai pacchetti sanzionatori precedenti.

 

Principali novità

 

  • Immobilizzazione “di default” dei beni sovrani: il regolamento prevede un meccanismo che rende strutturale il blocco dei beni ritenuti sovrani russi, allontanandosi dalla prassi del rinnovo semestrale tipica della Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC).
  • Base giuridica e procedimento decisionale: il provvedimento si fonda sull’articolo 122 del TFUE, che consente al Consiglio di adottare misure urgenti in caso di gravi difficoltà nell’approvvigionamento o in circostanze eccezionali; ciò permette decisioni a maggioranza qualificata, superando l’impasse dovuta all’unanimità e ai possibili veti degli Stati membri.

 

Soggetti interessati

 

  • Attività e riserve della Banca Centrale della Federazione Russa (CBR): è vietato qualsiasi trasferimento, diretto o indiretto, di tali fondi.
  • Entità collegate: la restrizione si estende anche a persone giuridiche e organismi che agiscono per conto o sotto la direzione della CBR, incluso il Fondo di Ricchezza Nazionale russo.

 

Durata e condizioni per la revoca

 

I beni rimarranno immobilizzati fino al soddisfacimento congiunto di tre condizioni:

  1. Cessazione dell’aggressione militare contro l’Ucraina.
  2. Versamento di riparazioni di guerra sufficienti a coprire i danni.
  3. Garanzie formali e verificabili di non ripetizione.

 

Conseguenze pratiche

 

  • Il regolamento di fatto blocca l’esecuzione delle decisioni dei tribunali russi che mirino alla restituzione dei beni sovrani.
  • I beni immobilizzati sono destinati a fungere da garanzia per un prestito di 90 miliardi di euro concordato a livello G7/UE; gli interessi prodotti saranno utilizzati per il servizio del debito e per la ricostruzione dell’Ucraina.
  • Per gli operatori finanziari la gestione di questi fondi diventa una restrizione di lungo termine, con requisiti di conformità molto stringenti.

 

Questioni legali e costituzionali

 

Il regolamento solleva rilevanti questioni di diritto internazionale e di diritto dell’Unione, in particolare riguardo all’immunità degli Stati e alla tutela della proprietà:

  • La Russia potrebbe contestare la misura come violazione del principio consuetudinario di immunità dei beni sovrani.
  • Sebbene la misura sia presentata come “congelamento” (reversibile) e non come confisca definitiva, la sua natura pressoché permanente solleva dubbi di proporzionalità rispetto alla Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE.

 

Impatto politico ed economico

Con questo regolamento, le sanzioni evolvono da strumento di pressione diplomatica a elemento di stabilità macroeconomica e risarcitoria. Sul piano operativo, banche e istituzioni finanziarie dovranno considerare questi fondi come immobilizzati a lungo termine e adottare procedure di compliance adeguate.

 

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Il contenuto di questa pubblicazione ha scopo puramente informativo. Non intende fornire consulenza legale o professionale o pareri su fatti o questioni specifici. Pavia e Ansaldo non si assume alcuna responsabilità in relazione all’uso di questa pubblicazione.