procedimenti volti ad accertare la responsabilità degli enti

Ammissibilità dell’istituto della messa alla prova a favore dell’ente

 

Roma, 13 gennaio 2021 – Nell’ambito dei procedimenti volti ad accertare la responsabilità degli enti ai sensi del d. lgs. n. 231 del 2001, il Gip del Tribunale di Modena mediante la sentenza del 19.10.2020 ha consentito, per la prima volta in giurisprudenza, l’ammissibilità dell’istituto della messa alla prova a favore dell’ente.

 

In netto contrasto con il tradizionalismo giuridico di stampo inibitorio delle pronunce italiane (da ultima l’ordinanza del 10.12.2020 emessa dal Gip del Tribunale di Bologna) l’autorità giudiziaria modenese ha accolto l’istanza di sospensione del procedimento con messa alla prova avanzata dalla società indagata per l’illecito amministrativo di cui all’art. 25-bis del d.lgs. n. 231/2001.

 

La decisione a favore dell’ente, trova ragione nella possibilità di integrare il procedimento (c.d. “eterointegrazione normativa”) previsto dalla normativa 231 con le norme del codice di procedura penale  consentita dagli artt. 34 e 35 del d.lgs. n. 231/2001, disponenti  il rinvio alle disposizioni processuali  (nel caso di specie gli artt. 464 bis ss. c.p.p.) nell’ambito dei procedimenti in materia di illeciti amministrativi dipendenti da reato.

 

Mediante l’istituto deflativo-premiale, il reo viene affidato all’ufficio di esecuzione penale esterna (UEPE) per lo svolgimento, da parte dello stesso, di un programma di trattamento (elaborato d’intesa con l’UEPE) che  dispone il compimento di diverse attività obbligatorie volte all’accertamento dello stato di resipiscenza del soggetto che se positivamente svolte, determinano l’estinzione dell’illecito con conseguente sentenza di non doversi procedere.

 

Il GIP modenese a seguito delle esito positivo delle condotte riparative compiute dalla società indagata  (risarcimento dei danneggiati, revisione del modello di organizzazione mediante il potenziamento delle procedure di controllo, svolgimento di un’attività di volontariato, consistente nella fornitura gratuita di una parte della propria produzione in favore di un organismo religioso) ha disposto  di non doversi procedere nei confronti dell’ente per estinzione dell’illecito amministrativo ascrittogli per esito positivo della messa alla prova.

 

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