201810.24
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Roma, 24 ottobre 2018 - In tema di responsabilità amministrativa degli enti prevista dal d.lgs. 231 del 2001, una nuova pronuncia della corte di Cassazione ha ribadito come l'intervenuta prescrizione del reato presupposto impedisce soltanto, la (successiva) contestazione dell’illecito amministrativo nei confronti dell’ente e non la prosecuzione di un procedimento già incardinato.

Così la IV sezione penale, con sentenza del 11 luglio 2018, n. 31641, rimanendo nel solco delle sue precedenti pronunce (cfr. Cassazione penale sez. V, 04 aprile 2013 n. 20060) ha confermato, in tema di applicazione dell'art. 60 per il quale “Non può procedersi alla contestazione di cui all'articolo 59 quando il reato da cui dipende l'illecito amministrativo dell'ente è estinto per prescrizione”, il principio secondo cui tale locuzione deve intendersi nel senso che l'estinzione per prescrizione del reato impedisce unicamente all'accusa di procedere alla contestazione dell'illecito amministrativo e non, invece, di portare avanti il procedimento già incardinato.

In effetti il principio non si discosta dal dato letterale della norma dal quale, unitamente alla relazione governativa che la accompagna, si evince come l'art. 60 preveda un termine finale (di decadenza, secondo la rubrica dell'articolo) per l'esercizio da parte del pubblico ministero del potere di contestare all'ente l'illecito amministrativo dipendente dal reato, decorso il quale non può più procedersi alla contestazione stessa.

Nella relazione ministeriale si legge infatti come “si è ritenuto di individuare proprio nel termine di prescrizione del reato presupposto, quello oltre il quale, in assenza di contestazione, non sembra ragionevole che il procedimento per l'accertamento dell'illecito possa essere proseguito. In sostanza, una volta che sia estinto per prescrizione il reato da cui l'illecito dipende senza che all'ente quest'ultimo sia stato contestato, viene meno la potestà sanzionatoria amministrativa.”

L’articolo in esame non fa altro che rimarcare la struttura binomica dell'illecito così come strutturato dal d.lgs. 231/2001 (composto da un fatto reato e dalla possibilità di imputazione del medesimo all'ente), laddove nel corpo della norma si evince con chiarezza la differenza tra la responsabilità (individuale e penale) dell’autore del reato e quella amministrativa dell’ente, che invece si configura come una fattispecie complessa di cui il fatto di reato costituisce soltanto il “presupposto"*

*Erisa Pirgu in riv. Diritto Penale contemporaneo, fasc. 4/2018

 

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