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Milano, 22 dicembre 2017 - Come anche ripreso dalle le linee guida di Confindustria, aggiornate nell’anno 2014, i modelli di organizzazione e gestione di cui al decreto legislativo n. 231/2001 danno vita ad un sistema di gestione la cui finalità specifica è la prevenzione dei cosiddetti reati presupposto. La valutazione dell’efficacia e dell’idoneità dei modelli 231 rimessa esclusivamente all’autorità giudiziaria, che valuterà il caso concreto e ne stabilirà l’effettiva attuazione.

Dai modelli di organizzazione e gestione ex 231 si distinguono, i sistemi di gestione, strutture tecnico-organizzative certificabili e accreditabili, che consentono ad una società di raggiungere specifiche finalità (ad esempio, il miglioramento della qualità, delle prestazioni energetiche o ambientali) ma non hanno alcuna efficacia esimente.

Tale impostazione è stata recentemente confermata dalla Corte di Cassazione, Sez. VI penale, del 13 settembre 2017 n. 41768, che ha statuito come l’adozione di sistemi di gestione aziendali ISO 9001 (certificazioni di sistemi di gestione per la qualità) in assenza di modelli di organizzazione e gestione, non valga ad escludere la responsabilità dell’ente in caso di contestazione di uno dei reati/presupposto, non potendo ritenere tali modelli equiparabili a quelli previsti dal decreto legislativo n. 231/2001. Infatti, secondo la Suprema Corte i primi non conterrebbero “l’individuazione degli illeciti da prevenire unitamente alla specificazione del sistema sanzionatorio delle violazioni del modello” né “ il codice di comportamento e le relative procedure, né il codice etico, né le procedure per la conoscenza dei modelli, nè il sistema sanzionatorio”.

Un’impostazione simile si rinviene anche in Spagna, dove la responsabilità penale degli enti è stata introdotta più recentemente che in Italia, in particolare con la riforma del Codice Penale spagnolo attraverso la Legge Organica 1/2015 del 30 marzo. In data 17 maggio 2017 l’Associazione Spagnola di Normalización y Certificación (AENOR) ha pubblicato la norma UNE 19601 , la nuova norma nazionale spagnola per la certificazione dei sistemi di gestione di compliance che stabilisce i requisiti di un sistema di gestione della compliance penale con l’obiettivo di prevenire e ridurre il rischio di reato. La norma UNE 19601, in particolare, prevede il riconoscimento, da parte di un soggetto terzo – nel caso di specie un ente privato - dell’idoneità dei modelli organizzativi qualora concorrano una serie di requisiti. Tuttavia, la semplice certificazione UNE 19601 non comporta l'esonero o l’attenuazione automatica della responsabilità penale dell’ente ma si comporta come un mero fattore di mitigazione. Con particolare riferimento alle certificazioni si è infatti già pronunciata la Circolare 1/2016 dell'Ufficio della Procura Generale dello Stato, ove si conferma che le certificazioni possano certamente essere valutate come ulteriore elemento dell'efficacia dei modelli, ma non come elemento di per sé sufficiente ad accreditarne l’efficacia né l’idoneità, valutazione questa ultima di competenza esclusiva del giudice.

Nella sostanza, pertanto, l’idoneità e l’efficacia del modello di organizzazione gestione e controllo è rimessa alla valutazione dell’organo giudicante che, in ogni caso, potrà valutare positivamente qualsiasi ulteriore elemento che dimostri la volontà dell’ente di prevenire le fattispecie di reato, previste dal codice penale nel caso spagnolo e dal d.lgs. 231/2001 nel caso italiano.

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