1. L’ISTITUZIONE DELL’OHADA

Nel Preambolo del Trattato OHADA gli Stati firmatari si dichiarano « déterminés à accomplir de nouveaux progrès sur la voie de l'unité africaine et à établir un courant de confiance en faveur des économies de leur pays en vue de créer un nouveau pôle de développement en Afrique ». In questo contributo sono sinteticamente riportate le tappe del processo istitutivo dell’OHADA, organizzazione nata da 14 Stati africani di tradizione giuridica di civil law che manifesta ciononostante la propria vocazione panafricana, come dimostra il recente dibattito circa l’opportunità e la possibilità che vi aderiscano Stati di common law.

 

1.1. Dall’incontro a Ouagadougou, Burkina Faso, aprile 1991 alla Conferenza dei Capi di Stato africani e della delegazione francese a Libreville, Gabon, ottobre 1992
Il processo di istituzione dell’Organizzazione per l’armonizzazione del diritto commerciale in Africa (Organisation pour l’Harmonisation en Afrique du Droit des Affaires) - OHADA - è iniziato nell’aprile del 1991 con la riunione a Ouagadougou, in Burkina Faso, dei Ministri delle finanze della “Zona del franco”, volta alla definizione di un progetto comune di progressiva armonizzazione del droit des affaires en Afrique. Questa Organizzazione, tuttavia, affonda le proprie radici più lontano nel tempo, più precisamente nella creazione della “Zona del franco” nell’autunno 1939.

Poco dopo la dichiarazione di guerra del 1 settembre 1939, il Governo francese adottò, il 9 settembre 1939, una serie di decreti e altri atti con i quali proibì (o comunque sottopose a limiti di ordine pubblico) l’esportazione di capitali, le operazioni di cambio e il commercio dell’oro. L’applicazione delle disposizioni di tali decreti fu estesa anche alla Francia d’oltremare (DOM) e alle colonie africane e asiatiche[1]. Veniva così creata quella che sarebbe successivamente diventata la “Zona del franco”, ossia l’insieme delle ex colonie che hanno scelto di adottare un sistema di cambio comune, regolato da istituzioni comuni all’interno di un unico ordinamento economico-monetario.

Alla fine della seconda guerra mondiale, il 26 dicembre 1945, lo stesso giorno in cui ratificò gli accordi di Bretton Woods, la Francia creò due nuove monete, in quel momento più forti dello stesso franco francese che soffriva la svalutazione: il franco CFA (franc des Colonies Françaises d’Afrique) e il franco CFP (franc des Colonies Françaises du Pacifique).

Con particolare riferimento alle colonie africane, tra il 1954 e il 1962 molte di queste conquistarono l’indipendenza dalla Francia[2]. Tale rinnovato contesto geopolitico del Continente africano non determinò la scomparsa della “Zona del franco”, bensì ne ridefinì radicalmente la natura e la struttura. I neo-Stati africani restarono nella “Zona del franco” e quelli dell’Africa occidentale e dell’Africa centrale conservarono tra di loro l’unione monetaria, rispettivamente l’Unione monetaria dell’Africa occidentale (Union monétaire ouest-africaine) - UMOA - e l’Unione monetaria dell’Africa centrale (Union monétaire de l’Afrique centrale) - UMAC. Il franco CFA mutò conseguentemente la propria denominazione in franc de la Communauté Financière Africaine per gli Stati membri dell’UMOA, e in franc de la Coopération Financière en Afrique Centrale per gli Stati membri dell’UMAC. Inoltre, le due unioni monetarie si dotarono ciascuna di un istituto di emissione: la Banque centrale des Etats de l’Afrique de l’Ouest (BCEAO) e la Banque des Etats de l’Afrique centrale (BEAC).

All’inizio degli anni ‘70 vennero sottoscritti nuovi accordi di cooperazione monetaria. La presenza francese nei consigli di amministrazione della BCEAO e della BEAC si ridusse e la sede dei due istituti venne trasferita in Africa: nel 1977 la BCEAO si trasferì a Dakar, Senegal, e l’anno successivo la BEAC a Yaoundé, Camerun. Nel 1984 l’UMAC estese il proprio perimetro geografico con l’ingresso nell’Unione della Guinea Equatoriale (futuro Stato firmatario del Trattato OHADA).

È in tale sostrato economico-monetario, nonché politico e culturale comune che si ergono le fondamenta dell’integrazione giuridica tra gli Stati membri dell’OHADA. Il progetto di progressiva armonizzazione del droit des affaires en Afrique concordato dai Ministri delle finanze della “Zona del franco” durante il vertice di Ouagadougou tendeva alla realizzazione di una zona giuridica favorevole alle iniziative commerciali; nell’aprile 1991 si decise di raggiungere tale obiettivo mediante, da un lato, l’avvicinamento di sistemi giuridici tra di loro separati ma accomunati dalla lingua e dalla moneta comune e da un passato coloniale analogo (che ha influito direttamente sulla tradizione giuridica dei singoli ordinamenti), e, dall’altro, il miglioramento del sistema giudiziario.

La tappa successiva del processo di integrazione giuridica fu segnata dal vertice di Parigi dell’ottobre 1991. In quella sede si decise di istituire e finanziare un Comitato di esperti con il compito di esaminare gli obiettivi del Progetto di Ouagadougou e valutarne le modalità di attuazione. Il primo rapporto rilasciato dal Comitato di esperti fu presentato nel settembre 1992 e costituì il primo passo per la redazione del progetto di armonizzazione. Il 5 e 6 ottobre 1992 si tenne, infatti, a Libreville, Gabon, la Conferenza dei Capi di Stato africani e della Delegazione francese, nel corso della quale venne esposta la struttura di detto Progetto di Armonizzazione, frutto dei lavori del Comitato di esperti, e venne istituito un Direttorio, presieduto dall’ex Presidente della Corte di Giustizia Internazionale Kéba Mbaye e composto anche da eminenti giudici francesi, con il compito di realizzare tale progetto.

1.2. Il progetto del Trattato OHADA
Il Progetto di Trattato elaborato dal Direttorio subì alcuni emendamenti; prima nel luglio del 1993 ad opera dei Ministri della giustizia degli Stati africani aderenti al Progetto e successivamente nel settembre 1993 ad opera dei Ministri delle finanze degli stessi Stati.

1.3. La firma del Trattato a Port-Louis, Mauritius, 17 ottobre 1993
Il 17 ottobre 1993 a Port-Louis, Mauritius, 14 Stati[3] sottoscrissero il Traité relatif à l’Organisation pour l’Harmonisation en Afrique du Droit des Affaires, che entrò in vigore il 18 settembre 1995. Successivamente, nel 1996, nel 1999 e nel 2000 aderirono all’Organizzazione rispettivamente la Guinea-Bissau, la Repubblica del Congo e la Repubblica di Guinea.


[1] Tali restrizioni sono state decise e successivamente attuate mediante i seguenti atti: (a) le décret-loi du 9 septembre 1939 prohibant ou réglementant en temps de guerre l’exportation des capitaux, les opérations de change et le commerce de l’or; (b) le décret du 9 septembre 1939 rendant applicable aux colonies et aux territoires africains sous mandat le décret-loi du 9 septembre 1939 prohibant ou réglementant en temps de guerre l’exportation des capitaux, les opérations de change et le commerce de l’or; (c) le décret du 9 septembre 1939 fixant les conditions d’application aux colonies et territoires sous mandat du décret-loi du 9 septembre 1939 prohibant ou réglementant en temps de guerre l’exportation des capitaux, les opérations de change et le commerce de l’or; (c) l’arrêté interministériel du 9 septembre 1939 précisant les opérations prohibées et autorisées; (d) l’arrêté interministériel du 9 septembre 1939 relatif au contrôle douanier; (e) le décret du 9 septembre 1939 relatif au règlement des importations et des exportations en temps de guerre.

[2] In particolare, il Bénin, il Burkina Faso, il Camerun, la Repubblica Centrafricana, il Ciad, la Repubblica del Congo, la Costa d’Avorio, il Gabon, il Mali, il Niger, il Senegal e il Togo, che attualmente sono membri dell’OHADA, si resero indipendenti nel 1960.

[3] I 14 Stati firmatari sono: Benin, Burkina Faso, Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Comore, Congo, Costa d’Avorio, Gabon, Guinea Equatoriale, Mali, Niger, Senegal e Togo.