di Lapo Guadagnuolo
Responsabile del Centro di Eccellenza nell’ambito del gruppo Metodologia di S&P Global Ratings
*Dal convegno presso la LUISS sul tema dell’educazione finanziaria

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Lapo Guadagnuolo è il Responsabile del Centro di Eccellenza nell’ambito del gruppo Metodologia di S&P Global Ratings. Residente a New York, Lapo supervisiona lo sviluppo, l’applicazione e il mantenimento di tutte le metodologie di rating generali e intersettoriali, incluso il mantenimento e la considerazione dei cambiamenti delle definizioni dei rating.

Lapo, la cui precedente sede lavorativa era a Londra, ha ricoperto varie cariche di responsabilità, come ad esempio Responsabile del settore Analisi e Ricerca, Responsabile delle metodologie di rating per la regione EMEA, e Responsabile del dipartimento della Finanza Strutturata per l’EMEA con oltre 130 fra analisti e personale distribuiti in vari uffici.

Prima di iniziare a lavorare per S&P Global Ratings nel 2001, Lapo ha lavorato per la Banca Popolare di Lodi in Italia.


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I credit ratings sono parte integrante del mondo finanziario ormai da decenni. A partite in particolare dall’inizio degli anni ottanta, quando i titoli obbligazionari hanno iniziato a farla da padrone sui mercati dei capitali internazionali, la richiesta di giudizi indipendenti sulla capacita’ creditizia dei debitori e’ aumentata in modo esponenziale.

Ancora oggi, tuttavia, persistono preconcetti sbagliati su caratteristiche fondamentali di cosa sono e non sono i credit ratings. Uno dei tanti e’ il concetto che i giudizi delle varie agenize di rating sono espressi su scale uguali. Per capire meglio, utilizziamo un esempio molto semplice utilizzando le tre piu’ grandi agenzie di rating internazionali in termini di copertura di mercato, S&P, Moody’s e Fitch. Assumiamo che tutte e tre diano un rating pubblico alla societa’ X come espresso nella tabella sottostante.



Se facessimo la seguente domanda a chiunque (e parlo di esperti in finanza e mercati): “quale societa’ di rating ha il giudizio meno positivo della societa’ X”, il 99.99% degli “addetti ai lavori” risponderebbe “Fitch”, perche’ Fitch e’ quella che indica il rating piu’ basso sulla propria scala.

L’errore fondamentale di questa risposta sta nel fatto di ignorare l’importanza dell’espressione “sulla propria scala”! Tutto qui.

Innanzitutto le agenzie di rating esprimono opinioni non necessariamente sulle stesse misure. Alcune societa’ di rating si focalizzano e quindi giudicano I debitori sulla base della loro capacita’ futura a sostenere livelli di rischio progressivi senza andare in default; altre si focalizzano piu’ sulla probabilita’ di andare in default; altre ancora guardano al futuro valore atteso della perdita (quindi non solo default ma anche alla capacita’ di recupero). Non solo, le definizioni stesse delle categorie di rating, che sono pubblicate, sono diverse tra le varie societa’di ratings.

Passiamo quindi alla produzione dei ratings. Queste diverse misure e definizioni vengono ulteriormente codificate attraverso criteri molto specifici basati su elementi quantitative e qualitative definiti da ogni societa’ di rating a loro totale discrezione e chiaramente in modo completamente indipendente. Infine, l’assegnazione del rating alla societa’ X avviene tramite un comitato, ovviamente indipendente dalle altre societa’. Il tutto, per motivi di semplicita’, viene espresso da simboli da una a tre lettere – come nella tabella.

Per cui, pensare che, pur partendo da diverse definizioni e misure, dopo aver utilizzato diversi criteri e diversi comitati, una BBB di S&P significhi la stessa cosa di una BBB di Fitch o una Baa di Moody’s, e’ ovviamente erroneo.

Volendo spezzare una lancia a favore del 99.99% degli addetti ai lavori, le scale delle tre agenzie soprandicate hanno in effetti lo stesso numero di categorie, ossia sette (tripla A, doppia A, singola A, tripla B, doppia B, singola B, e tripla C) e lo stesso concetto di notches, ossia nessun notch per la categoria massima, tripla A, e due notches (+ e -) per ognuna delle altre categorie[1]. Ed anche vero che siccome sono abbastanza rari i casi in cui uno stesso debitore occupi posizioni molto divergenti nelle scale delle societa’ di rating (per esempio doppia A per un’agenzia e singola A per un’altra) e’ comprensibile che nei decenni si sia fortemente inculcata l’idea che BBB di S&P vuol dire lo stesso di BBB di Fitch o Baa di Moody’s.

Ma come dimostrato, non e’ il caso.

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19 ottobre 2018

[1] La categoria D (default) non e’ in se e per se una vera categoria di rating. I rating sono simboli che indicano un’opinione soggettiva dell’agenzia di rating sulla capacita’ creditizia futura del debitore. Il rating D, invece, e’ un dato di fatto, la constastazione che il debitore non ha rispettato la promessa finanziaria.



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