201802.19
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Lunedì, 19 febbraio 2018 - Con la Risoluzione n.17/E del 16 febbraio 2018, l’Agenzia delle Entrate ha del tutto opportunamente chiarito l’ambito soggettivo di applicazione dell’articolo 15 del DPR 29 settembre 1973, n. 601.

In particolare il quesito al quale viene data risposta era finalizzato a ottenere un chiarimento interpretativo relativo alle modifiche normative introdotte dall’articolo 22 comma 2, lettera a) del decreto legge n. 91 del 2014 che ha integrato l’articolo 15 includendo nell’ambito della portata dell’agevolazione di cui all’imposta sostitutiva, tra l’altro, “cessioni di credito stipulate in relazione a tali finanziamenti, nonche' alle successive cessioni dei relativi contratti o crediti e ai trasferimenti delle garanzie ad essi relativi effettuate”.

In particolare, è stato chiesto all’Agenzia delle Entrate se per rientrare nell’ambito della copertura offerta dall’imposta sostitutiva sia necessario che anche il soggetto cessionario delle vicende modificative dell’originario contratto di finanziamento debba necessariamente essere “un’azienda o istituto di credito” nonché gli altri soggetti previsti dall’art. 17-bis.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate prende le mosse dalla ratio legis sottesa alle modifiche introdotte dall’art. 22 del D.L. 91/14 (e successive modificazioni) che, come noto, attraverso alcuni aspetti di semplificazione aveva lo scopo di rendere più semplice l’accesso al credito da parte delle imprese italiane tra l’altro favorendo la disintermediazione bancaria istituzionalizzando il canale del c.d. “direct lending” tanto che con l’articolo 22, comma 2, del citato D.L. 91/14 è stato, inoltre, introdotto, l’articolo 17-bis al fine di ampliare la platea dei soggetti, diversi dalle banche, che – almeno da un punto di vista fiscale - possono concedere finanziamenti a medio e lungo termine cui si applica, a richiesta, il regime sostitutivo di cui ai precedenti articoli.

Partendo da tale approccio, l’Agenzia delle Entrate con l’intervento in commento ritiene che proprio in considerazione delle modifiche normative intervenute, deve ritenersi che gli effetti dell’imposta sostitutiva operino anche con riferimento alle cessioni di credito derivanti da finanziamenti soggetti ad imposta sostitutiva ed ai trasferimenti di garanzia posti in essere dalle banche (nonché dagli altri soggetti qualificati individuati dall’art. 17-bis), a prescindere dalla natura del soggetto cessionario.

Tale conclusione è supportata dal dato letterale della norma, la quale non prevede quale condizione per l’applicabilità del regime sostitutivo particolari requisiti in capo al soggetto cessionario del credito e subentrante nella relativa garanzia.

 

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