201807.04
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Milano, 4 luglio 2018 - Dopo il GDPR, ovvero il Regolamento (UE) 2016/679 che garantisce la libera circolazione e portabilità dei dati personali all’interno dell’Unione Europea, arriva un’intesa politica tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione che consente di archiviare e processare anche i dati non personali ovunque nel mercato unico.

Le nuove regole non avranno alcun impatto sull’applicazione del Regolamento privacy: in realtà le due normative si completano consentendo il libero flusso dei dati, personali e non personali, e creando uno spazio europeo unico per i dati, dopo quello delle persone, delle merci e dei capitali.

Infatti, il nuovo set di norme punta a eliminare qualsiasi restrizione ingiustificata o barriera tecnico e giuridica che impedisca la libera circolazione dei dati in UE. In particolare, si tratta di quei meccanismi propri di ciascun Stato membro che prescrivono alle imprese un’archiviazione dei dati a livello locale, causando a carico delle aziende una duplicazione dei dati in più luoghi e un reale impedimento a potenziare la propria attività. La portabilità dei dati verrà altresì garantita dall'elaborazione di codici di condotta a livello dell'UE per facilitare il cambio fornitore di servizi cloud o di ritrasferire i dati nei sistemi informatici degli utenti.

Le uniche restrizioni giustificate, quindi, saranno quelle per motivi di pubblica sicurezza. Come affermato da Mariya Gabriel, commissaria europea per l’Economia e la società digitale: “I dati sono la spina dorsale dell’odierna economia digitale. L’economia dei dati europei può diventare un potente driver per la crescita, creare nuovi lavori e aprire a nuovi modelli di business e opportunità di innovazione. Con questo accordo ci avviciniamo all’obiettivo di completare il Digital single market entro la fine del 2018”.

In ogni caso, la libera diffusione dei dati non pregiudicherà l’attività di controllo da parte delle autorità nazionali che continueranno ad accedere ai dati per verifiche e controlli di supervisione a prescindere dal luogo in cui gli stessi sono archiviati; del pari, le imprese continueranno a essere tenute a fornire determinati dati per i controlli previsti dalla legge nazionale.

 

 

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