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Influencer: applicazione del Testo Unico sui media audiovisivi

 

Roma, 16 gennaio 2024 – Il 10 gennaio 2024, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha approvato le Linee Guida volte a «garantire il rispetto da parte degli influencer delle disposizioni del Testo Unico sui servizi di media audiovisivi».

Mario Di Giulio e Maria Rosaria Raspanti spiegano la reale portata di tali Linee Guida su Milano Finanza nell’articolo ‘Influencer, le linee guida Agcom servono a fare chiarezza. Nessun giro di vite su chi lavora con i social’.

Quello che è certamente un passo importante nella regolazione del fenomeno è stato, però, impropriamente salutato come un giro di vite all’attività degli influencer.

In realtà si tratta di un intervento che mira a chiarire e circoscrivere, tramite l’introduzione di soglie e definizioni, l’ambito applicativo di un quadro normativo già esistente.

La natura solo parzialmente innovativa delle Linee Guida è stata del resto chiarita dalla stessa autorità, che lo scorso luglio, avviando una consultazione pubblica, aveva annunciato l’adozione di un regolamento volto a definire il perimetro di assoggettamento degli influencer al Testo Unico, promettendo un «impatto minimo» sull’attività degli operatori interessati.

Nella relazione di accompagnamento alla delibera di avvio della consultazione pubblica (n. 211/21/Cons), l’Agcom aveva scelto quella che ha definito «Opzione 1», ossia l’intervento regolamentare che esplicita il perimetro applicativo del Testo Unico, scartando l’«Opzione zero» (nessuna regolamentazione) e la più invasiva «Opzione 2» (intervento regolatorio completo).

L’Agcom ha infatti evidenziato come gli obblighi la cui introduzione era posta in consultazione coincidessero, in larga parte, con quelli già applicati dalle piattaforme per la condivisione di video agli influencer, con quelli trasparenza e riconoscibilità delle comunicazioni commerciali, e con gli obblighi discendenti dal Codice del Consumo.

Le disposizioni delle linee guida non colmano pertanto un vuoto normativo, né tantomeno applicativo.

Cliccare qui per leggere l’intero articolo pubblicato su Milano Finanza.