Indagine conoscitiva sui Big Data

Milano, 12 febbraio 2020 – Il 10 febbraio scorso è stato pubblicato il rapporto finale dell’indagine conoscitiva sui Big Data condotta congiuntamente dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dal Garante per la Protezione dei Dati Personali.

Il documento è il frutto dell’indagine conoscitiva avviata congiuntamente dalle tre Autorità nel maggio 2017 con l’obiettivo di comprendere le implicazioni – per la privacy, la regolazione, la tutela della concorrenza e del consumatore – dello sviluppo di un’economia digitale fondata sulla raccolta e analisi di una mole sempre più ingente di dati. La disponibilità dei dati è infatti sempre più rilevante per l’ottimizzazione di processi e decisioni, per l’innovazione e per l’efficiente funzionamento dei mercati e i Big Data rappresentano un fenomeno che non è limitato a specifici settori ma investe l’economia nel suo complesso. Inoltre, lo sviluppo dell’economia data driven ha implicazioni non solo sul funzionamento dei mercati e sul benessere dei consumatori, ma anche sotto il profilo sociale e democratico. Le nuove forme in cui si manifesta il potere di mercato meritano, dunque, un’attenta valutazione per le implicazioni economiche e sociali che possono avere.

La decisione di privilegiare un approfondimento interdisciplinare e di svolgere un’indagine conoscitiva congiunta origina dalla piena consapevolezza che le caratteristiche dell’economia digitale sono molto spesso tali per cui gli obiettivi propri delle tre Autorità tendono quasi inevitabilmente ad intrecciarsi e non sempre sono agevolmente distinguibili. Laddove i rapporti non univoci tra concorrenza, privacy e pluralismo richiedono un coordinamento particolarmente stretto, il confronto costante tra le diverse autorità di garanzia si rende necessario anche al fine di riconoscere e riconciliare possibili trade-off tra strumenti e obiettivi delle diverse autorità.

Nel corso dell’indagine sono state svolte circa quaranta audizioni, da parte delle diverse Autorità, nel cui ambito sono stati interpellati i principali operatori dell’economia dei dati, delle telecomunicazioni, dei settori finanziari e dell’editoria, nonché esperti e accademici; sono state inviate richieste di informazioni ai grandi operatori digitali e sono pervenuti numerosi contributi. Inoltre, le diverse Autorità hanno potuto beneficiare delle informazioni acquisite nel corso di procedimenti collegati allo sfruttamento economico dei dati e al ruolo della profilazione algoritmica nei mercati della pubblicità on line e nell’attività delle piattaforme di video sharing, motori di ricerca e marketplace.

Dal rapporto finale, pubblicato sul sito del Garante Privacy, si evince che l’indagine conoscitiva è stata articolata in 5 capitoli e da un capitolo conclusivo. Nei primi due capitoli sono stati introdotti i temi oggetto dell’indagine e fornita una definizione e una descrizione delle caratteristiche dei Big Data, sono state anche riportate le principali questioni emerse nel corso delle audizioni, i contributi dei partecipanti e i riflessi sull’operatività delle imprese italiane. Nei capitoli seguenti sono state riportate le considerazioni di AGCOM, Garante Privacy e AGCM sull’impatto del fenomeno dei Big Data nel settore delle comunicazioni elettroniche e dei media, sul diritto alla protezione dei dati personali e sulle misure e cautele da adottare, sull’utilizzo dei Big Data e le relative implicazioni di natura antitrust e di tutela del consumatore.

Infine, nel capitolo conclusivo sono descritte le linee guida e raccomandazioni di policy indirizzate al legislatore.

Le Autorità fanno sapere di aver assunto l’impegno a definire un meccanismo di collaborazione permanente in relazione agli interventi e allo studio dell’impatto dei big data su imprese, consumatori e cittadini.”

 

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