201801.18
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Milano, 18 gennaio 2018 - Con sentenza n. 254 del 6 dicembre 2017, la Corte Costituzionale si è pronunciata sulla legittimità costituzionale dell’art. 29, comma 2, del d.lgs. n. 276/03 secondo cui «In caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l'appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori [...] a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi [...] in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto». Con la richiamata sentenza la Consulta ha optato per una interpretazione costituzionalmente orientata della stessa, giungendo alla conclusione per la responsabilità solidale del committente per il pagamento dei crediti retributivi deve ritenersi operante non soltanto in favore dei dipendenti dei subappaltatori, ma anche in favore dei dipendenti dei subfornitori.

Secondo la Corte Costituzionale, infatti, la natura di norma eccezionale dell’art. 29, comma 2, d.lgs. n. 276/03, non ne impedisce un’interpretazione costituzionalmente orientata, che ne estenda l’applicabilità a tutti i livelli di decentramento della prestazione. Del resto, la ratio stessa dell’introduzione della responsabilità solidale del committente - ossia proprio quella di evitare il rischio che i meccanismi di decentramento vadano a danno dei lavoratori utilizzati nell’esecuzione del contratto – non giustifica la limitazione della sua applicazione ai soli dipendenti dei subappaltatore e una conseguente esclusione dal beneficio dei dipendenti dei subfornitori.

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