201809.14
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Roma, 14 settembre 2018 - Il prestatore di servizi di portafoglio digitale è quel “soggetto che fornisce servizi di salvaguardia di chiavi crittografiche private per conto dei propri clienti, al fine di detenere, memorizzare e trasferire valute virtuali”. I prestatori di servizi di portafoglio digitale, assieme “ai prestatori di servizi di cambio tra valute virtuali e valute legali”, sono stati sottoposti dalla Direttiva (UE) 2018/843 all’obbligo di registrazione o licenza e assimilati, pertanto, a categorie di soggetti più “tradizionali”, quali i cambiavalute, gli uffici per l’incasso di assegni e i prestatori di servizi relativi a società o trust (art. 47, comma 1, direttiva (UE) 2015/849).

L’Italia aveva anticipato il legislatore europeo con il decreto legislativo n. 90/2017 di recepimento della IV direttiva antiriciclaggio, diventando il primo Paese europeo ad aver previsto obblighi specifici per i wallet provider e i cambiavalute di valuta virtuale. Il decreto legislativo de quo modifica la precedente normativa antiriciclaggio contenuta nel d.lgs. 231/2007, estendendone l’applicazione. Il decreto legislativo 90/2017 accomuna i prestatori di valuta virtuale ai cambiavalute e li sottopone all’obbligo di iscriversi in un registro ad hoc tenuto dall’Organismo Agenti e Mediatori.

 

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