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GDPR: la campagna informativa del Garante sui diritti riconosciuti alle persone in materia di protezione dei dati personali

Milano, 22 dicembre 2020 – Lo scorso 17 dicembre il Garante ha lanciato una campagna informativa avente ad oggetto i diritti dell’interessato di cui agli articoli 12 e seguenti del Regolamento (UE) 2016/679, “GDPR”.

 

L’idea del Garante è quella di mettere a disposizione dei cittadini strumenti per comprendere facilmente quali diritti sono riconosciuti alle persone in materia di protezione dei dati personali, illustrando con linguaggio semplice ed efficace le modalità per un concreto esercizio di tali diritti.

 

L’iniziativa è stata declinata in concreto attraverso la pubblicazione di schede, che saranno pubblicate sul sito Internet del Garante alla pagina https://www.garanteprivacy.it/home/diritti.

 

La prima scheda pubblicata ha per oggetto il tema del diritto di accesso, dal caso generale ad alcuni più particolari (https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9506347)

Il diritto di accesso è previsto dagli artt. 12 e 15 del GDPR e consente all’interessato o ad un suo delegato di ottenere dal titolare la conferma che sia in corso o meno un trattamento di dati personali che lo riguardano e l’accesso a determinate informazioni, nonchè la presa visione o l’estrazione di copia dei vari tipi di documenti a lui riferibili.

 

Questo diritto non è una novità introdotta dal GDPR, essendo già previsto nel Codice Privacy, ma, a differenza dello stesso, il legislatore europeo ha introdotto nuove informazioni che possono essere richieste:

 

  • i destinatari o le categorie di destinatari (organizzazioni internazionali o paesi terzi) a cui sono o saranno comunicati i dati e le relative garanzie. In tale ultima ipotesi, l’interessato ha anche il diritto di essere informato sull’esistenza di adeguate garanzie riguardanti il trasferimento dei suoi dati;
  • il periodo di conservazione, oppure, se non è possibile, i criteri utilizzati per determinare tale periodo;
  • l’esistenza di un processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione;
  • la logica utilizzata e le conseguenze di tale trattamento per l’interessato.

 

Altre informazioni che possono essere richieste concernono:

  • le finalità del trattamento (nel codice privacy ante GDPR era possibile richiedere anche le modalità di trattamento);
  • le categorie di dati personali in questione;
  • l’esistenza del diritto dell’interessato di chiedere al titolare del trattamento la rettifica o la cancellazione dei dati personali (nei casi in cui i dati siano nel frattempo cambiati oppure sia trascorso il previsto periodo di conservazione) o la limitazione del trattamento dei dati personali che lo riguardano o di opporsi al loro trattamento (per esempio quando si richiede di non ricevere più le comunicazioni promozionali o di non voler più ricevere comunicazioni marketing da società terze ai quali i dati sono stati comunicati);
  • il diritto di proporre reclamo a un’autorità di controllo;
  • qualora i dati non siano raccolti presso l’interessato, tutte le informazioni disponibili sulla loro origine.

La richiesta può essere effettuata in forma scritta anche elettronica o cartacea oppure verbalmente

La richiesta deve essere rivolta al Titolare del trattamento (cioè la Società, la Pubblica Amministrazione, il libero professionista ecc. che determina la finalità e tratta i dati dell’interessato), anche per il tramite del Responsabile per la protezione dei dati personali, laddove nominato. Da parte sua, il Titolare ha il dovere di agevolare l’esercizio dei diritti dell’interessato e deve rispondere senza giustificato ritardo entro un mese dal ricevimento della richiesta, di norma preferibilmente per iscritto anche per avere la prova che il riscontro è avvenuto.

La copia dei dati che il titolare deve fornire all’interessato è gratuita: qualora siano richieste ulteriori copie, può essere previsto un addebito a titolo di contributo spese che sia ragionevolmente basato sui costi amministrativi.

Se invece le richieste sono palesemente infondate o eccessivamente ripetitive il Titolare oltre ad addebitare un contributo spese, può anche decidere di non soddisfare la richiesta.

 

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DISCLAIMER
Il presente comunicato è divulgato a scopo conoscitivo per promuovere il valore dell’informazione giuridica. Non costituisce un parere e non può essere utilizzato come sostitutivo di una consulenza, né per sopperire all’assenza di assistenza legale specifica.