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Milano, 19 novembre 2018 - Il Garante, con la newsletter n. 446 del 15 novembre, si esprime su diverse tematiche. Di particolare interesse, nella prospettiva degli Enti non profit la possibilità di rintracciare i donatori per promuovere nuove campagne solidaristiche previo consenso espresso dell’offerente. A monte di questa pronuncia la richiesta al Garante da parte di alcuni Enti non profit di un parere sulla possibilità di venire a conoscenza dei nominativi e dei corrispondenti numeri telefonici dei donatori aderenti alle raccolte fondi solidaristiche. Il Garante approva quest’iniziativa: i singoli enti potranno richiedere agli operatori telefonici il numero dei donatori che hanno contribuito economicamente alle cause solidaristiche sostenute.

Tuttavia una volta che gli Enti verranno a conoscenza degli estremi dei donatori, potranno ricontattarli per comunicare costantemente i rendiconti realizzati ovvero per promuovere nuove campagne di fundraising solo nel caso in cui il donatore abbia espresso previamente il proprio consenso.

Il Garante risolve anche il nodo con cui il consenso può essere manifestato: il donatore potrà dare il suo consenso attraverso l’ente telefonico, infatti, inviando un sms o digitando uno specifico tasto sul telefonino utilizzato per effettuare la donazione; allo stesso tempo il Garante sottolinea la necessità che sia steso un chiaro, semplice e funzionalistico sistema volto a revocare il consenso del donatore.

Il Garante a questo scopo chiarisce che le differenti attività svolte dagli enti non profit e dagli operatori telefonici, seppur concretate con condotte differenti, sono volte a un unico obiettivo e dunque i due soggetti in questione devono essere considerati come contitolari del trattamento offerto e, tramite un accordo interno, sono tenuti a stabilire le rispettive responsabilità relative agli obblighi derivanti dal Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali.

 

 

 

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