201903.12
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Milano, 12 marzo 2019 - La tecnologia relativa ai sistemi di pagamento mobile, nel trasformare i cellulari in potenziali portafogli, ci avvicina sempre di più ad un futuro senza contante. Un pagamento mobile non è altro che una normale transazione effettuata utilizzando strumenti mobile quali cellullari o tablet. Questa forma di pagamento è divenuta particolarmente popolare in Kenya grazie al suo carattere di convenienza e sicurezza.

In Kenya, M-Pesa, Airtel Money e T-Kash sono sistemi di pagamento speciali, in quanto si tratta di sistemi bancari virtuali che offrono servizi di transazione tramite carte SIM. In altre parole, si tratta di sistemi di pagamento online che permettono agli utenti di detenere o trasferire denaro attraverso il telefono cellulare. È da notare che questi non operano quali intermediari finanziari tra banche e consumatori, in quanto permettono di accedere ai servizi finanziari senza la necessità di avere un conto bancario. Attualmente, è addirittura più facile registrare un mobile money account che un conto in banca.

Parti Coinvolte

Prima di addentrarci nei meccanismi di funzionamento alla base dei sistemi di pagamento mobile, dobbiamo capire chi sono i soggetti coinvolti. Prima di tutto, vi è un Mobile Network Operator (MNO), munito di autorizzazione, il quale sviluppa l’applicazione di pagamento (l’app) e l’infrastruttura a supporto di quest’ultima.

In secondo luogo, gli MNO stipulano un accordo con una banca per ottenere un conto di garanzia dove collocare gli interessi ricavati dal saldo dei depositi. Questi fondi non sono a disposizione degli MNO salvo autorizzazione in tale senso dalla Banca Centrale del Kenya, l’autorità regolatrice del settore. Gli MNO devono richiedere l’autorizzazione alla Banca Centrale anche nel caso di fallimento.

In terzo luogo, ogni MNO recluta e istruisce con competenza i propri agenti; questi ultimi sono autorizzati ad aprire dei conti per i nuovi utenti dopo un periodo di formazione. Gli agenti, collocati in chioschi sparsi in tutto il paese, hanno denaro contante o un fondo cassa da scambiare immediatamente con un’equivalente in moneta elettronica (e-money/virtual money). Esistono vari modi per dimostrare che gli agenti sono autorizzati: ad esempio, il MNO Safaricom attribuisce ad ognuno di loro un codice d’autenticazione di 10 cifre a riprova della loro autenticità.

Infine, l’utente/consumatore è colui che possiede un account di mobile money. Per poter utilizzare l’app, ogni utente deve aver raggiunto la maggiore età (18 anni).

Come funzionano i sistemi di pagamento mobile.

È possibile registrarsi tramite un’applicazione MNO, siti web, Unstructured Supplementary Service Data (USSD), call center o agenti. È necessario, ai fini della registrazione del mobile money account, ottenere una SIM card da un MNO autorizzato e un documento d’identità originale[1]. Un agente si occupa di registrare i nuovi utenti. Dopodiché, l’utente deve inserire un PIN, confidenziale e conosciuto solo da lui stesso. La moneta virtuale è sempre sotto il controllo dell’utente; dunque, non c’è rischio di credito relativo né per l’utente né per l’MNO.

Gli MNO offrono vari servizi, quali: transazione di denaro, prelievo del contante, acquisto di spazi radio-televisivi, gestione di prestiti e risparmi, pagamento di bollette oppure di beni o servizi. In aggiunta, gli utenti possono trasferire o prelevare denaro dai propri conti bancari. Ogni MNO stabilisce una cifra massima di moneta detenibile nei conti di mobile money nonché l’ammontare transigibile in 24 ore. Per esempio, un account M-Pesa può detenere un massimo di 100,000 scellini kenioti (circa $1000), mentre la quantità massima di denaro che si può trasferire o- ricevere per singola transazione è di 70,000 scellini kenioti (più o meno $700). Il limite giornaliero di transazione, invece, è di 140,000 scellini kenioti (approssimativamente $1400). Ogni transazione viene confermata da un messaggio spedito sia al mandante sia al ricevente.

Gli utenti possono mandare denaro ovunque in Kenya. Recenti partnership stipulate dagli MNO kenioti permettono agli utenti di effettuare transazioni tra più network. Facendo un esempio, gli utenti M-Pesa possono trasferire denaro agli abbonati di Airtel Money. 

Una Semplice Transazione

Il diagramma di cui sopra illustra come gli agenti ricevono e-money da scambiare in una singola transazione tra due persone. Come mostra il diagramma, la banca detiene un conto dove è depositato del contante equivalente all’e-money in possesso degli utenti dei mobile money e dagli agenti. L’Agente 1 deposita denaro contante nel conto bancario, e ottiene un equivalente in moneta virtuale nel suo cellulare. Un utente che volesse trasferire denaro (Sender, o mandante) ad un’altra persona (Receiver, o ricevente/destinatario) deve depositare contante al chiosco dell’Agente 1. L’Agente 1 accredita l’e-money sull’account del mandante come denaro virtuale; il mandante lo trasferisce al Destinatario, dopodiché entrambi ricevono una notifica sui loro cellulari. Il Ricevente preleva denaro e ottiene contante dall’Agente 2, che porta il contante alla banca per ottenere più e-money nel suo cellullare. Il processo da qui si ripete.

Il quadro normativo in Kenya

Le transazioni di denaro utilizzando i sistemi di pagamento mobile quali M-Pesa, Airtel Money e T-Kash è sicuro grazie alle normative messe in atto dalla Banca Centrale del Kenya. Quando M-Pesa venne lanciato, il Banking Act non si applicava a soggetti non bancari. Per tale ragione, l’innovazione del mobile-money fu osteggiata da alcune autorità scettiche riguardo questa tecnologia, al punto che la Banca Centrale dovette effettuare una verifica e rassicurare il pubblico non solo sulla sicurezza della tecnologia mobile, ma anche sulle sue potenzialità nello sviluppare il tasso l’inclusione finanziaria del Paese.

Il Central Bank of Kenya Act (CBK Act) attribuisce alla Banca Centrale l’autorità di formulare e implementare politiche che sostengano l’istituzione, la regolamentazione e la supervisione di efficaci ed efficienti sistemi di pagamento, compensazione e regolamento[2].

L’Autorità delle Comunicazioni disciplina l’attività degli operatori di rete kenioti. Vengono loro attribuite delle autorizzazioni per offrire sistemi di pagamento mobile al pubblico ai sensi del Kenya Information and Communications Act.[3]

Il National Payment Systems Act (NPS Act) è entrato in vigore nel 2011. Il NPS Act regola i sistemi di pagamento. Qualsiasi persona che svolga un’attività come gestore di servizi di pagamento senza autorizzazione commette un reato[4]. Questo è stato il primo statuto a regolamentare in modo diretto i Sistemi di Pagamento Mobile in Kenya.

Le applicazioni di mobile money sono munite di una “licenza speciale”, le cui condizioni risultano meno gravose rispetto alle autorizzazioni riservate a banche e altre istituzioni finanziare. Ai fini dell’autorizzazione, i provider di network di mobile money devono ottenere l’approvazione della Banca Centrale e soddisfare tutti i requisiti e le condizioni stabilite nel NPS Act and National Payment Systems Regulations (2014).[5]

Sebbene il CBK Act non stabilisca alcunché in merito alle modalità operative, i sistemi di pagamento mobile sono basati su dei specifici modelli allo scopo di prevenire il riciclaggio, adottando misure quali quelle relative al monitoraggio di transazioni sospette e processi di verifica elettronici. Ad esempio, il sistema M-Pesa è in regola con gli standard anti-riciclaggio stabiliti dalla Kenyan Anti-Money Laundering Legislation, così come quelli fissati da Vodafone e dalla Financial Action Task Force (FATF), stabilendo, a titolo esemplificativo, limiti alle transazioni volti a diminuire fenomeni di riciclaggio.

La Banca Centrale del Kenya ha il mandato di svolgere le verifiche e le ispezioni eventualmente richieste[6]. In aggiunta, essa richiede agli MNO di preparare e mandare dei resoconti sui risultati mensili. Inoltre, gli MNO devono applicare le linee guida KYC nelle loro transazioni di mobile money. Si tratta di misure di due diligence relative all’identificazione del consumatore e al monitoraggio di transazioni effettuate sui loro portafogli/conti di mobile money[7]. Una pratica comune, nel rispetto delle linee guida, è quella di richiedere un documento d’identità originale tutte le volte in cui viene effettuato un prelievo in modo da arginare comportamenti fraudolenti.

Conclusioni

I pagamenti su cellulare in Kenya sono un successo grazie alle norme che permettono l’innovazione e sostengono l’inclusione finanziaria e, al contempo, gestiscono i rischi. Inoltre, tale successo è da attribuire anche ad una mentalità innovatrice ed aperta da parte degli MNO, Regolatori e dai decisori politici. La teoria economica del laissez-faire, che mira ad una regolamentazione del mercato quanto meno invasiva possibile, si è dimostrata vera. Un simile approccio risulta particolarmente attraente per delle industrie giovani, basate sulle tecnologie e ad alta intensità di capitale.

La Banca Centrale del Kenya ha, inoltre, svolto un ottimo lavoro nel monitorare i sistemi di pagamento ai fini di ridurre il rischio sistemico e mantenere la fiducia del pubblico. Sebbene sfide come frodi, furti e problemi di rete esistano ancora, vi sono sistemi e regolamentazioni il cui fine è contenerli. È necessario, quindi, che i regolatori, il governo e la società civile del Kenya collaborino affinché si ottengano i risultati migliori.

 

 

[1] Section 4A, Central Bank of Kenya Act, No. 39 of 2011

[2] Section 4A, Central Bank of Kenya Act, No. 39 of 2011. Testualmente: “to formulate and implement such policies as best to promote the establishment, regulation and supervision of efficient and effective payment, clearing and settlement systems”.

[3] Section 5, Kenya Information and Communications Act, No. 2 of 1998

[4] Section 12, National Payment Systems Act, No. 39 of 2011

[5] Central Bank of Kenya, Guidelines for application for the authorisation of payment system providers, June 2014, pg. 2

[6] Section 23, National Payment Systems Act, No. 39 of 2011

[7] Bank of Uganda mobile money guidelines 2013, pg. 5

 

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