201809.21
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Milano, 21 settembre 2018 - Il Consiglio dei Ministri, nel mese di agosto, ha approvato in esame preliminare il decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2016/1164, del Consiglio del 12 luglio 2016, recante norme contro le pratiche di elusione fiscale, per effetto del quale si è inteso adottare norme contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno. Nel dettaglio, oggetto specifico di tale contributo illustrativo riguarda l’applicazione dell’aliquota Irap a quelle società finanziarie che non operano nei confronti del pubblico.

Le società finanziarie che svolgono attività di finanziamento, ma non la esercitano nei confronti del pubblico, sconteranno un’aliquota Irap del 4,65% invece che del 3,9%.

Tale effetto deriva dalla considerazione che l’intervento normativo si pone l’obiettivo, principalmente, di fornire una definizione della nozione di “intermediario finanziario” e di “società di partecipazione”. Infatti, l’art. 12 dello schema di decreto legislativo finalmente si propone di offrire certezza alla materia partendo, dal punto di vista soggettivo, da una posizione già assunta da tempo dall’Agenzia delle Entrate, in base alla quale si parla di società finanziarie “assimilate” alle holding, intendendosi come tali: società di acquisto di crediti Iva; finanziarie di marca; società veicolo; società finanziarie infragruppo; società di rilascio di garanzie infragruppo, nonché le società captive di gruppo, cioè quelle società che all’interno di gruppi industriali svolgono attività di finanziamento nei confronti di altre società del gruppo.

Questi soggetti, che pur di fatto svolgono attività finanziaria, non sono stati più considerati a rischio sistemico di insolvenza o fallimento e non sono soggetti a vigilanza da parte della Banca d’Italia. L’efetto è il venire meno degli obblighi di redazione del bilancio di esercizio secondo gli schemi degli intermediari finanziari, nonché l’obbligo di applicare i principi contabili internazionali Ifrs, con la conseguenza che il bilancio di esercizio è redatto secondo le regole ordinarie del Codice civile. Si ritiene, pertanto, che l’intervento in commento possa offrire l’occasione per un più preciso e definitivo inquadramento della materia.

In conclusione, tenendo sempre presente la possibilità per le Regioni di determinare una variazione fino ad un massimo dello 0,92%, tali soggetti sconteranno la stessa aliquota Irap prevista per gli istituti bancari alla luce di una interpretazione ora confermata dalla norma.

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