Coronavirus: i sistemi di contact tracing come possibile misura di contenimento del virus

Milano, 24 marzo 2020 – Si parla con sempre maggiore insistenza di sistemi di contact tracing come possibile misura di contenimento del virus, anche guardando alle esperienze positive di diversi sistemi stranieri.

Nei giorni scorsi sono intervenuti sul punto e a distanza di un giorno sia il Comitato Europeo per la Protezione dei dati (European Data Protection Board ‘EDPB’) che il nostro Garante Privacy.

 

In particolare:

(i)             In una nota diramata il 16 marzo dall’eloquente titolo “on the processing of personal data in the context of the COVID-19 outbreak”, l’EDPB conclude che la geolocalizzazione, quale misura di prevenzione del contagio da Covid-19 non è astrattamente incompatibile con la normativa sulla protezione dei dati. In particolare, il GDPR, all’art. 9, paragrafo 2, lettera i), detta una specifica base giuridica dei trattamenti che siano finalizzati a perseguire motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica, quali la protezione da gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, sulla base del diritto dell’Unione o degli Stati membri, purché siano previste misure appropriate e specifiche per tutelare i diritti e le libertà dell’interessato; per il caso, poi, in cui dati anonimi e aggregati non dovessero rivelarsi sufficienti o utili a scopi specifici l’EDPB ricorda che all’articolo 15 della direttiva e-privacy – che va applicata in uno con il GDPR  nel caso di specie – è prevista la possibilità di disposizioni nazionali di emergenza finalizzate a introdurre misure nell’interesse della sicurezza nazionale e della salute pubblica purché compatibili con i valori democratici (quali, ad esempio, la preservazione del diritto di difesa dell’interessato).

 

(ii)           Toni simili ha assunto il nostro Garante, che, in un’intervista datata 17 marzo e disponibile sul sito dell’Autorità (docweb nr. 9292565)  ha ricordato come i diritti, pur fondamentali e costituzionalmente garantiti, possano, in contesti emergenziali, subire limitazioni anche incisive, ammissibili purchè proporzionali alle esigenze specifiche e sempre che temporalmente limitate, basti pensare al blocco della libera circolazione su scala nazionale. In questo senso ha concluso che non esistono preclusioni assolute nei confronti di misure come il tracciamento dei cellulari per controllare gli spostamenti dei cittadini all’interno del territorio nazionale purchè siano studiate molto attentamente le modalità più opportune in relazione alle esigenze di prevenzione. “La privacy è un diritto fondamentale, ma non è l’unico ed è soggetto al bilanciamento con altri beni giuridici, quali certamente la salute pubblica. Ma occorre ricondurre anche le scelte emergenziali dentro una cornice giuridica compatibile con il nostro ordinamento”.

 

Sul sito del Ministero per l’Innovazione dalle 9 alle 13 del 24 marzo è stato possibile, a enti pubblici e privati, presentare “soluzioni tecnologiche a cui si sta lavorando o che si è già realizzate” attinenti a questi due ambiti:

  • “Tecnologie e soluzioni per ​il tracciamento continuo, l’alerting e il controllo tempestivo​ del livello di esposizione al rischio delle persone e conseguentemente dell’evoluzione dell’epidemia sul territorio. Rientrano in questo ambito strumenti di analisi di Big Data, tecnologie hardware e software utili per la gestione dell’emergenza sanitaria.
  • App e soluzioni tecniche di ​teleassistenza per pazienti​ domestici, sia per patologie legate a COVID-19, sia per altre patologie, anche di carattere cronico. Rientrano in questo ambito app e chatbot per l’automonitoraggio delle condizioni di salute, rivolte a tutti i cittadini o solo ad alcune fasce (come i soggetti sottoposti a isolamento fiduciario).”

 

A valutare, entro i prossimi tre giorni, le migliori soluzioni tecnologiche per contrastare l’attuale pandemia, sarà il ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione insieme al ​Ministero della Salute,​ all’Istituto Superiore di Sanità e all’Organizzazione Mondiale della Sanità, con il supporto di un comitato scientifico multidisciplinare, già selezionato.

 

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