Contratto di edizione, cessione, diritto al compenso dell’autore e responsabilità extracontrattuale dell’editore

Milano, 28 aprile 2020 – Pavia e Ansaldo, con gli Avv. Gian Paolo Di Santo (partner) e Arianna Paternicò (counsel), ha assistito due celebri Professori universitari di letteratura italiana, critici e studiosi di fama internazionale, in una ultradecennale, complessa e articolata vicenda giudiziaria in materia di violazione del diritto d’autore su una monumentale opera di storia della letteratura italiana dagli stessi ideata e realizzata.

La vicenda ha avuto inizio nel 2004 e si è articolata in cinque fasi processuali: il primo grado di giudizio avanti il Tribunale di Milano, il secondo grado avanti la Corte di Appello di Milano, il grado di legittimità avanti la Corte di Cassazione, la fase di rinvio avanti la Corte di Appello di Milano a seguito della cassazione della sentenza di appello operata dai Giudici di legittimità e conclusasi con la sentenza n. 1941/2019 (che qui si commenta per le assai interessanti statuizioni in essa contenute), il successivo ed ulteriore giudizio di Cassazione per l’impugnazione di detta sentenza che non è giunto a definizione avendo le parti raggiunto medio tempore un’intesa transattiva della controversia.

All’origine della vertenza si pone l’accordo, risalente al 1987 (Contratto Originario), mediante il quale i Professori avevano concesso ad un primario editore i diritti esclusivi di pubblicazione e messa in commercio della loro opera; il contratto in questione conteneva il consenso preventivo degli autori all’editore di trasferire a terzi, in tutto o in parte, tali diritti con efficacia in tutti i Paesi del mondo.

 

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