201906.27
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Milano, 27 giugno 2019 - La Circolare n. 49 del 5 aprile 2019 è stata adottata dall’INPS anzitutto per chiarire quali siano i soggetti legittimati ad usufruire del congedo straordinario per assistere un familiare in situazione di disabilità grave di cui all’art. 42, co. 5, del D. Lgs. n. 151/2001 dopo che la Consulta con sentenza n. 232/2018 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della citata normativa.

La pronuncia della Consulta di fine 2018 ha infatti esteso il campo di applicazione dell’art. 42, co. 5, del D. Lgs. n. 151/200, includendo tra i soggetti legittimati ad avvalersi del congedo ivi previsto il figlio non convivente, al momento della presentazione della domanda, con il genitore in situazione di disabilità grave, a patto che nessun altro familiare convivente, pur di grado più lontano, possa farsene carico.

L’INPS, tenuto conto di quanto stabilito dalla pronuncia sopra sinteticamente richiamata, puntualizza che l’ordine di priorità secondo cui è ora possibile usufruire del congedo in questione è: a) il “coniuge convivente”/la “parte dell’unione civile convivente” della persona disabile in situazione di gravità; b) il padre o la madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del “coniuge convivente”/della “parte dell’unione civile convivente”; c) uno dei “figli conviventi” della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il “coniuge convivente”/la “parte dell’unione civile convivente” ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti; d) uno dei “fratelli o sorelle conviventi” della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il “coniuge convivente”/la “parte dell’unione civile convivente”, “entrambi i genitori” e i “figli conviventi” del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti; e) un “parente o affine entro il terzo grado convivente” della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il “coniuge convivente”/la “parte dell’unione civile convivente”, “entrambi i genitori”, i “figli conviventi” e i “fratelli o sorelle conviventi” siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti; f) uno dei figli non ancora conviventi con la persona disabile in situazione di gravità, ma che tale convivenza instauri successivamente, nel caso in cui il “coniuge convivente” /la “parte dell’unione civile convivente”, “entrambi i genitori”, i “figli conviventi” e i “fratelli o sorelle conviventi” , i “parenti o affini entro il terzo grado conviventi” siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

La Circolare esamina altresì il contenuto della domanda di fruizione del congedo nel caso in cui ricorra la situazione di cui alla lett. f), stabilendo che in tal caso la domanda dovrà prevedere l’impegno del richiedente, sotto forma di dichiarazione ex art. 46 del D.P.R. n. 445/2000, ad instaurare la convivenza con il genitore con disabilità grave entro l’inizio del periodo di congedo ed a mantenere la convivenza per tutta la durata dello stesso.

Infine, con riferimento alla portata retroattiva della sentenza n. 232/2018, la Circolare prevede il riesame d’ufficio delle richieste già pervenute relativamente ai rapporti non esauriti, vale a dire i rapporti per i quali non sia stata adottata una sentenza passata in giudicato o sia intervenuta l’estinzione del diritto per prescrizione.

 

 

 

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