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Confermata sanzione amministrativa dell’AGCM a Pfizer per aver ostacolato l’ingresso di produttori di farmaci generici

Milano, 17 gennaio 2014 - Pavia e Ansaldo ha assistito Assogenerici, l’associazione che riunisce i produttori di farmaci equivalenti in Italia, nel procedimento avanti il Consiglio di Stato contro Pfizer Italia e la relativa capogruppo europea nonché quella americana  per il  quale le società Pfizer sono state ritenute responsabili di abuso di posizione dominante e condannate ad una sanzione di oltre 10 milioni di euro per aver posto in essere comportamenti concorrenzialmente scorretti e volti ad impedire, o comunque ritardare, l’ingresso dei concorrenti nel mercato dei medicinali per la cura del glaucoma (latanoprost) in Italia provocando un ingente danno al Servizio Sanitario Nazionale.

Il giudice amministrativo accogliendo l’appello dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e di Assogenerici, in data 15 gennaio 2014, ha confermato così definitivamente la sanzione amministrativa dell’11 gennaio 2012 irrogata dall’AGCM alle società Pfizer, riformando integralmente la sentenza del Tar Lazio del 3 settembre 2012 che aveva invece annullato detta misura.

Assogenerici  è stata assistita dai partner Gian Paolo Di Santo, responsabile del Dipartimento di Diritto della Proprietà Industriale e Intellettuale, Stefano Grassani, responsabile del Dipartimento di Diritto della Concorrenza e Nico Moravia, responsabile del Dipartimento di Diritto Amministrativo.

è questa la prima volta in Italia in cui un uso distorto della normativa brevettuale nel settore farmaceutico è attentamente scrutinato al fine di valutare ed accertare un abuso di posizione dominante” ha affermato Gian Paolo Di Santo, partner di Pavia e Ansaldo responsabile del dipartimento di Diritto della Proprietà Industriale e Intellettuale. “Unico precedente in Europa era stato sinora il caso AstraZeneca (decisione CGE del 6 Dicembre 2012, nella causa C-457/10P), ma questo caso italiano di Pfizer appare potenzialmente ancor più interessante, poiché sembra poter fornire delle indicazioni su come il diritto antitrust possa fungere da strumento per contrastare pratiche illegittime quali la attuazione di patent thickets (lett. “rovi di brevetti”), patent linkage e di politiche di evergreening da parte dei c.d. originators, già denunciati dalla Commissione Europea”.