201804.11
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Video dell'evento

Intervista a Maria Luisa Trussardi, President, Trussardi S.p.A.

Intervista a Satomi Sugiyama, Associate Professor, Franklin University Switzerland

Intervista Mario Abate, Of Counsel, Pavia e Ansaldo

Milano, 11 aprile 2018 - L’impatto dell’evoluzione della tecnologia sull’industria della moda è stato al centro dell’evento “I, Fashion: technological innovations and the luxury & fashion industry” organizzato ieri a Milano dallo Studio Legale Pavia e Ansaldo assieme alla Franklin University Switzerland.

L’incontro, introdotto da Mario Di Giulio, partner dello Studio legale Pavia e Ansaldo, ha visto la partecipazione di Maria Luisa Trussardi, Presidente di Trussardi, che ha affrontato il tema della crescita del brand nel contesto della rivoluzione digitale e di Peter Gladel, CEO di Beauty and Luxury, che ha discusso della rivoluzione digitale con particolare riferimento all’industria cosmetica.

Lorenzo Maria Di Vecchio, Compliance Officer & Senior Legal Manager di Fendi, si è soffermato su come la tecnologia influenzi l’industria del fashion dalla prospettiva della compliance. Infine Massimiliano Patrini, counsel dello studio legale Pavia e Ansaldo, ha affrontato il tema dell’impatto dell’industria 4.0 sia sui diritti IP che sullo sviluppo di business model innovativi in un contesto in cui è necessario individuare una strategia per far fruttare, nel miglior modo possibile, il connubio tra tecnologia e valori umani.

L’incontro è stato inoltre moderato da Mario Abate, of counsel dello studio legale Pavia e Ansaldo, da Satomi Sugiyama, professore associato presso la Franklin University Switzerland e da Nello Barile, professore associato dell’Università IULM.

Mario Abate, of counsel dello studio legale Pavia e Ansaldo ha rimarcato come se una volta la preoccupazione principale di un marchio di moda fosse identificare strategicamente dove aprire il proprio flagship store, inteso come principale veicolo di pubbliche relazioni e marketing, oggi le pubbliche relazioni e le vendite sono condotte sempre più online.

Nello Barile, professore associato dell’Università IULM, ha sottolineato come le chatbot tenderanno sempre più a sostituirsi alla relazione tra il brand e il consumatore. I chatbot consentono infatti di automatizzare la relazione con un cliente sempre più profilato, contribuendo a spostare il focus nel mondo della moda dallo stile del designer all'utente consumatore. Nella moda l'intelligenza artificiale può rappresentare una tecnologia disruptive non solo nei processi di comunicazione, ma anche in quelli creativi, come nel caso di alcune applicazioni di IBM Watson e Google che puntano a sostituire il ruolo del designer proponendo modelli studiati sulle caratteristiche dei consumatori trasformate in flussi di dati.

“Ci sono molti punti di contatto tra moda e tecnologie: l’utilizzo di materiali diversi dai consueti, la creazione di nuovi metodi di colorazione, il miglioramento della qualità dei disegni e dei tessuti, l’introduzione di nuovi sistemi di promozione. Se pensiamo però all’utilizzo dei social network, un elemento rimane costante: al centro di tutto sta l'uomo e il suo modo di relazionarsi con gli altri - la moda e i social per dire chi sono o chi vorrei essere”, ha commentato Mario Di Giulio, partner dello studio Pavia e Ansaldo.

"Il titolo del convegno 'I, Fashion' ha varie sfaccettature di significato. In primo luogo, 'I' nel titolo si riferisce a Information and Communication Technologies (ICTs), Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione. Ciò include le tecnologie emergenti e relative pratiche, come ad esempio i mezzi digitali, i social network, l'e-commerce, l'automazione e la robotica, i big data, gli algoritmi e l'intelligenza artificiale. In secondo luogo, 'I' rappresenta Immagini incluso l'immagine di una marca, l'immagine di sé e l'immagine visiva come ad esempio la fotografia di moda. In terzo luogo, 'I' mette in evidenza la soggettività umana e la soggettività del consumatore che sono assolutamente cruciali nel dare forma ad un'immagine di se stessi; vale a dire, il modo in cui si dà forma alla propria identità attraverso la moda. Per mezzo di queste tre sfaccettature di significato il titolo 'I, Fashion' rimanda ad una complessa intersezione fra la moda e le tecnologie, non soltanto nell'industria della moda ma in modo più ampio nel contesto delle esperienze umane", ha aggiunto Satomi Sugiyama, professore associato presso la Franklin University Switzerland.