201802.01
0

Milano, 1 febbraio 2018 – In data 23 novembre 2017 l’OHADA ha adottato due Atti Uniformi, aventi ad oggetto l’arbitrato (con il quale modifica il precedente Atto Uniforme sull’arbitrato dell’11 marzo 1999) e la mediazione, che saranno applicabili all’interno degli Stati membri dell’organizzazione a partire dal 15 marzo 2018.

L’OHADA (Organisation pour l’Harmonisation en Afrique du Droit des Affaires) è un’organizzazione internazionale dotata di personalità giuridica internazionale, istituita con il Traité relatif à l’harmonisation du droit des affaires en Afrique sottoscritto da 14 Stati centrafricani in data 17 ottobre 1993 e successivamente modificato con il Trattato di revisione del 17 ottobre 2008. Ad oggi, l’organizzazione è composta da 17 Stati membri (Benin, Burkina Faso, Camerun, Repubblica Centrafricana, Costa d’Avorio, Congo, Comore, Gabon, Guinea, Guinea-Bissau, Guinea Equatoriale, Mali, Niger, Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Ciad e Togo).

L’OHADA è stata istituita con l’obiettivo di armonizzare il c.d. droit des affaires tra gli Stati membri dell’Organizzazione per garantire la sicurezza e la certezza giuridica a favore degli investitori e delle imprese. Per il raggiungimento di tale scopo, all’OHADA è stata conferito il potere di adottare cc.dd. Actes Uniformes, atti contenenti norme di diritto sostanziale uniforme, mediante i quali vengono stabilite regole comuni agli Stati membri nelle materie di competenza dell’Organizzazione. Ai sensi dell’art. 10 del Trattato istitutivo OHADA, gli ‘Atti Uniformi’ sono direttamente applicabili e obbligatori all’interno degli Stati membri, essendo priva di efficacia qualsiasi disposizione interna difforme, sia essa anteriore o posteriore all’entrata in vigore dell’Atto (“Les actes uniformes sont directement applicables et obligatoires dans les Etats Parties, nonobstant toute disposition contraire de droit interne, antérieure ou postérieure”).

Nei suoi quasi venticinque anni di storia, l’OHADA ha adottato una serie di Atti Uniformi in materia di procedure collettive di accertamento del passivo, diritto commerciale generale, garanzie, diritto del trasporto terrestre di beni, diritto delle società commerciali e dei gruppi di interesse economico, diritto delle società cooperative, procedure semplificate per il recupero dei crediti e delle procedure di esecuzione, organizzazione e armonizzazione della contabilità degli enti, contabilità e informazioni finanziaria (noto con l’acronimo AUDCIF); a cui si aggiungono l’Atto Uniforme sulla mediazione e quello sull’arbitrato adottati il 23 novembre 2017.

Il nuovo Atto Uniforme sull’arbitrato apporta significative modifiche al procedimento arbitrale e al riconoscimento (e all’esecuzione) delle decisioni arbitrali. A titolo di esempio, si segnala l’art. 2, ai sensi del quale non solo lo Stato e gli enti pubblici territoriali, ma anche le persone giuridiche di diritto pubblico possono essere parti di un procedimento arbitrale, ampliando così l’applicazione soggettiva dell’Atto nelle controversie tra Stati e privati.

Altre significative modifiche riguardano il procedimento di formazione del tribunale arbitrale, i requisiti di imparzialità e indipendenza degli arbitri resi più stringenti mediante l’introduzione di obblighi di informazione e trasparenza, nonché la procedura di riconoscimento dei lodi arbitrali.

Occorre, infine, segnalare che sempre in data 23 novembre 2017 il Consiglio dei Ministri OHADA ha altresì approvato modifiche al Regolamento di arbitrato della CCJA (la Corte Comune di Giustizia e Arbitrato dell’Organizzazione) che disciplina la procedura di arbitrato instaurata sotto il controllo del Centro di Arbitrato della CCJA. Il trattato istitutivo OHADA ha infatti previsto che la Corte Comune abbia una doppia funzione, giurisdizionale e arbitrale, il che costituisce quasi un unicum nel panorama internazionale.

_________
DISCLAIMER
Il presente comunicato è divulgato a scopo conoscitivo per promuovere il valore dell’informazione giuridica. Non costituisce un parere e non può essere utilizzato come sostitutivo di una consulenza, né per sopperire all’assenza di assistenza legale specifica.