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Milano, 09 gennaio 2018 - Sebbene non sia tutt’ora rinvenibile una disciplina organica del leasing, la legge 4 agosto 2017, n. 124 costituisce un tassello fondamentale nel processo di tipizzazione di tale istituto, finalmente definito nei suoi tratti essenziali e peculiari. Il legislatore ha disciplinato la locazione finanziaria in cinque commi della legge annuale per il mercato e la concorrenza (legge 124/2017), senza dedicare a tale figura contrattuale un provvedimento ad hoc. Analogamente il leasing abitativo non gode di una disciplina sua propria, in quanto la relativa regolamentazione si disperde fra i numerosissimi commi della legge di stabilità 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208).

Pur nella frammentarietà dello scenario, la legge 124/2017 rappresenta un intervento da lungo tempo atteso, in quanto recepisce il risultato dell’esperienza sviluppatasi nel corso degli anni, dell’elaborazione giurisprudenziale e dottrinale, mutuando altresì da figure contrattuali affini alcuni principi maggiormente garantisti per la parte debitrice, già noti nel nostro ordinamento.

A titolo esemplificativo, non è una novità per il nostro panorama normativo l’avere introdotto anche per il leasing una regola di tolleranza minima, una sorta di periodo di grazia, prima del quale il contratto di leasing non può essere risolto per inadempienze di carattere meramente economico. A tal fine l’art. 1, comma 137, legge 124/2017 stabilisce che l’inadempimento non può considerarsi grave se il mancato pagamento non ha riguardato almeno sei canoni mensili, o due canoni trimestrali anche non consecutivi, o un importo equivalente per i leasing immobiliari, ovvero quattro canoni mensili anche non consecutivi, o un importo equivalente per gli altri contratti di locazione finanziaria.

Regola analoga di tolleranza minima è rinvenibile nel mutuo fondiario che, ai sensi dell’art. 40, comma 2 del TUB, non può essere risolto sic et simpliciter a causa di ritardi, o mancati pagamenti, salvo che nelle ipotesi specificamente previste dalla norma (il ritardo deve essersi verificato almeno sette volte e ciascun ritardo deve avere superato i trenta giorni dalla scadenza della rata, mentre il mancato pagamento si ritiene tale solo a far data dal 180° giorno successivo alla scadenza della rata).

Ugualmente la tolleranza è imposta in altre tipologie di contratti finanziari assistiti da garanzia reale, i contratti di credito immobiliare ai consumatori, per i quali l’art. 120 quinquiesdecies del TUB prescrive che costituisce inadempimento il mancato pagamento di un ammontare equivalente a diciotto rate mensili (con ciò recependo la raccomandazione della Direttiva 2014/17/UE di incoraggiare i creditori ad esercitare un ragionevole grado di tolleranza prima di dare avvio a procedure di escussione della garanzia).

Inoltre, l’approccio garantista sopra menzionato riguarda i criteri relativi alla valorizzazione del bene, ispirati al principio del massimo realizzo, anche nell’interesse dell’utilizzatore a ridurre, sino a totale estinzione, la propria esposizione debitoria attraverso i proventi rivenienti dalla vendita, o altra collocazione del bene a valori di mercato (con diritto alla restituzione dell’eventuale eccedenza residua).

E’ stato quindi recepito e tipizzato dalla legge 124/2017 l’orientamento in base al quale, nel disporre del bene, il concedente ha un onere di diligenza e trasparenza, che necessariamente si riflette sulle modalità di nomina dei periti e sulle modalità di gestione delle procedure di vendita.

In conclusione, i principi di fondo enunciati dalla legge 124/2017 si pongono in linea con quanto già sperimentato per altre tipologie di contratti bancari e finanziari, nonché con la finalità di offrire adeguata protezione alla parte utilizzatrice nelle fasi più delicate della vita del leasing.

Dal punto di vista operativo e gestionale, si prevede che tale intervento normativo avrà riflessi significativi per banche ed intermediari finanziari tenuti ad adeguare procedure, linee di condotta e schemi contrattuali alle disposizioni della legge 124/2017.